Il Tirreno

Lucca

Rischio usura, da famiglie e single 59 richieste di aiuto

di Gianni Parrini
Rischio usura, da famiglie e single 59 richieste di aiuto

Il bilancio dei primi dieci mesi del 2015 al centro di ascolto della Misericordia: «Offriamo garanzie e ristrutturiamo il debito»

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LUCCA. Basta poco. Un familiare malato, il coniuge licenziato, una separazione dispendiosa o un figlio che finisce nel buco nero delle scommesse e dei videopoker. Sono i casi della vita, quelli che portano sempre più persone ad aver problemi di soldi e ad avvicinarsi pericolosamente agli usurai. Personaggi spesso nascosti sotto vesti insospettabili: l’amico di famiglia, il parente o il collega di lavoro. «Di che ti preoccupi? Dimmi di quanto hai bisogno, te li presto io». Personaggi sempre pronti a dare una mano, ma se poi il denaro non rientra come previsto (a volte con interessi del 10% al mese) non esitano a fare minacce e ritorsioni. Per trovarsi in situazioni assai scomode a volte non c’è neppure bisogno di sconfinare nell’illegalità. «Non ce la fai a pagare? La sera, quando smetti di lavorare, esci di casa e vedi un po’... Del resto sei una donna, qualcosa saprai pur fare...». È la frase che una signora di Lucca si è sentita rivolgere dall’addetto alla riscossione di una società finanziaria con cui aveva contratto dei debiti per una carta revolving, l’ultimo ritrovato “legale” che mette nei guai i cittadini.

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Per evitare situazioni di questo genere è nata la Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura, che a Lucca ha un centro di ascolto alla confraternita della Misericordia (un altro si trova a quella di Barga). «Forniamo supporto a persone in difficoltà con i creditori: finanziarie, imprese o privati cittadini non fa differenza – spiega Giuliano Belcari, 77 anni, ex bancario ora in pensione – Il nostro target sono i soggetti a cui le banche non farebbero mai un prestito: mi riferisco alle persone che hanno dei protesti, dei decreti ingiuntivi o situazioni ancor più gravi. Pensi che una volta siamo riusciti a salvare la casa di un signore che era già stata messa all’asta».

Come funziona. Il soggetto interessato si presenta ai centri di ascolto e illustra la situazione ai responsabili, solitamente tutti ex bancari (oltre a Belcari a Lucca ci sono Salvatore Barsotti e Marcello Giannotti). Se ci sono i requisiti (è indispensabile avere un reddito) la pratica viene inviata alla Fondazione Toscana prevenzione usura. «Se c’è il placet – spiega Belcari – il soggetto sceglie una delle banche convenzionate con noi e quest’ultima salda direttamente tutte le sue pendenze. Poi si fa un piano di rientro con la banca, tenendo conto delle esigenze di vita del soggetto e con interessi inferiori a quelli che vengono concessi solitamente. Qualora dovesse venir meno la capacità di rimborso dell’interessato, la Fondazione si impegna a coprire il 50% dell’importo dovuto».

Quanti soldi. I prestiti concessi sono di diverso tipo: «Quelli personali arrivano a 28.500 euro, con tempi di rientro fino a 60 mesi – spiega Belcari – Oppure ci sono mutui ipotecari per un massimo di 200.000 euro, con rimborso fino a 20 anni. Ma in questo caso serve un bene ipotecario posto a garanzia. Se il debito è superiore a questa cifra – conclude – mandiamo il soggetto da un commercialista o da un avvocato che presenta l’istanza al tribunale per l’accesso all’istituto del sovraindebitamento (vedi sotto)».

L’identikit delle vittime. «Qui arrivano persone di ogni genere – spiegano dalla Misericordia – Si va dalla famiglia in cui è venuto meno un posto di lavoro, alla donna che si è separata e deve accollarsi parte dei debiti dell’ex marito, per finire con soggetti che sono affetti da ludopatia: ce ne sono molti, ma li prendiamo solo se sono già in cura dal Sert. Spesso ci sono persone indebitate con le finanziarie per troppe spese. Le carte revolving, ad esempio, hanno fatto molte vittime». Si tratta di carte di credito che permettono di comprare oggi e pagare in rate mensili, invece che a saldo il mese successivo. Un fido insomma, ma con interessi altissimi. Facciamo un esempio: il prestito personale ha un tasso medio calcolato da BancaItalia del 10,80 e un tasso soglia (quello oltre il quale scatta l’usura) del 17,50. Quello medio delle revolving, invece, è di 16,61 (con un tasso soglia di 24,61).

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