Sicurezza
Storica gelateria acquistata dai cinesi
Da gennaio Palmiro Bulloni lascerà il suo bar di via San Donato
LUCCA. Luciana ha gli occhi tristi e il broncio. Nelle sue mani ci sono i segni di una vita passata a lavorare dietro al bancone del Gelatone di via San Donato. Senza mai fermarsi, per 40 anni, insieme a suo marito Palmiro Bulloni, oggi sessantatreenne, hanno tirato su un bar dal nulla fino a farlo diventare uno dei locali più noti e frequentati dai lucchesi e non solo. Ora però, complici l’età che avanza, la stanchezza e gli affari che non vanno male che non sono più quelli di una volta, Palmiro ha deciso di tirare i remi in barca e di vendere la sua attività.
Gli acquirenti sono una coppia di cinesi che da gennaio saranno ufficialmente i titolari dello storico locale.Coppia che a quanto pare avrebbe già un altro bar in città e che ha mostrato il proprio interesse anche per l’acquisto del Gelatone. «Sono stanco - dice Palmiro quasi commosso - sono arrivato dalla Sardegna che avevo solo 23 anni e da quel momento la mia vita è stata questo bar. Non ho dovuto nemmeno cercare qualcuno che lo comprasse: da un po’ di tempo ricevevo delle offerte e alla fine, quando è arrivata la pensione, mi è sembrato il momento giusto per accettare. Ora i cinesi sono gli unici disposti a comprare, così ho deciso di vendere. Questo dovrebbe rimanere un bar e che io sappia ne hanno già un altro».
Il locale, all’interno del quale ci sono anche il tabacchino e una grande sala di slot machine, lungo questi 40 anni di attività, ha cambiato spesso volto. Circa 20 anni fa c’era anche un ristorante-pizzeria, poi il passaggio a gelateria.
«Sento di aver fatto le mie battaglie ma adesso è ora che io mi riposi - racconta ancora Palmiro - sono arrivato a Lucca da Bitti con la valigia di cartone e nessuna certezza. La mia compagna era incinta e io non avevo un lavoro. Così decisi di prendere questo fondo in via San Donato e da quel momento sono rimasto sempre qui. Ora però non riesco più a stare dietro a tutto: la burocrazia è tanta ed è sempre più difficile barcamenarsi tra le leggi che cambiano e i controlli che aumentano».
Al Gelataio, insieme a papà Palmiro e a mamma Luciana, lavora anche la figlia Manola. Un’attività che hanno portato avanti quasi sempre da soli, lavorando dalle 7 del mattino alle 2 di notte.
«Non ho deciso di vendere perché il bar va male - dice ancora Palmiro - ma certo se prima si riusciva a guadagnare bene ora si sopravvive. Il motivo principale è la stanchezza: dopo 40 anni è difficile lasciare quella che di fatto è stata la tua casa ma arriva un momento in cui è necessario. Se lei mi chiede quali spiagge conosco della Sardegna, le rispondo: “Pochissime”. E lo stesso vale per Lucca: piazza della Pupporona? Non so dov’è. La mia vita finora è stata il Gelatone e poco altro. Da gennaio non escludo nemmeno di tornare sull’isola o comunque di vedere ciò che per tutto questo tempo mi sono perso».
Una scelta, quella di vendere l’attività, che rattrista tutta la famiglia Bulloni tanto che, come racconta ancora Palmiro «le discussioni tra loro certo non mancano».
Ma ormai la decisione è presa e Palmiro sembra esserne davvero convinto.
Luciana e Manola sono ancora dietro al bancone: alla loro destra, tra i liquori e vini, la bandiera dei Quattro Mori che ricorda a Palmiro la sua terra natale lasciata ormai quasi 40 anni fa. Per aprire un bar diventato punto di riferimento per tante generazioni di luchesi, al quale ora però è giunto il tempo di dire addio.
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