Italia
Collezione Salotti il giorno dell’amarezza
LUCCA. «Le offerte sono state fatte, se loro non le hanno accolte non cosa altro fare a questo punto. Non si può modificare il percorso di una selezione». Dopo il sindaco Alessandro Tambellini anche...
LUCCA. «Le offerte sono state fatte, se loro non le hanno accolte non cosa altro fare a questo punto. Non si può modificare il percorso di una selezione». Dopo il sindaco Alessandro Tambellini anche il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana sentenzia l’aut aut alla collezione Salotti: come risulta dalle nuove assegnazioni decise a seguito del bando per le casermette, quella di San Martino dove la collezione è collocata (e dove fino a due anni, fino al momento della morte, lavorò l’artista Giannetto Salotti) dovrà essere liberata entro il 30 novembre, data dello sfratto per tutti i vecchi assegnatari non riconfermati.
«Se intorno alla casermetta si fosse costituita un’associazione, gli Amici di Salotti per fare un esempio, avrebbe potuto partecipare al bando - sottolinea Biancalana - e forse avrebbe ottenuto l’assegnazione. Ormai però indietro non si torna».
Drastica l’amministrazione (col sindaco che ha “rimproverato” ai curatori della collezione di non aver accettato le sue offerte di trasferire le opere prima in una stanza del San Colombano poi di Palazzo Guinigi) e drastica l’Opera delle Mura. Sull’altro fronte invece, quello della figlia di Salotti, Ilaria, e della curatrice della collezione, Franca Severini, il più profondo sconcerto per la situazione che si è creata. «Abbiamo rifiutato l’opzione Palazzo Guinigi per il ricovero temporaneo delle opere - spiega Franca Severini - perché la stanza era inaccessibile: solo chiamando un addetto comunale ad aprire avremmo potuto entrarci. Dispiace l’atteggiamento del sindaco perché la signora Salotti lo ha sempre considerato amico e confidente. Non vogliamo un muro contro muro: il progetto Salotti è etico e trasparente. Pensavamo che la nostra arma fosse il messaggio culturale: non si può chiudere un atelier che tutti ci invidiano. Sembra oggi inverosimile che proprio Alessandro Tambellini sia stato tra i firmatari di un appello, nel 2007, per portare lo studio di Salotti nella casermetta San Martino».
Domenica 22 intanto si replica l’iniziativa molto partecipata del 15 novembre: l’ultima visita alla collezione Salotti in casermetta sarà possibile dalle 10,30 alle 16, approfittando della luce solare perché quella artificiale è stata tagliata. (b.a.)
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