Il Tirreno

Lucca

CASO frizzone

«Basta con i cattivi odori al casello»

Il consigliere Malfatti sollecita un intervento risolutivo del problema

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CAPANNORI. Via i cattivi odori nella zona del casello autostradale dell'A11 all'altezza di Capannori.  Si tratta di un fenomeno più volte segnalato dai cittadini e dai comitati locali, soprattutto dalle persone che vivono nelle vicinanze della barriera, costrette a convivere con un odore nauseabondo e persistente. Non certo una bella accoglienza per i visitatori che escono a Capannori, e nemmeno un bel biglietto da visita per coloro che si trovano ad attraversare l’autostrada in quel punto, e che associano la zona a quella del cattivo odore, facilmente avvertibile anche in auto.

«Una questione che va risolta, ma non vedo un progetto risolutivo da parte delle autorità competenti»: a parlare è Gino Malfatti, consigliere comunale di Scelta Popolare, lista civica che fa parte della coalizione di maggioranza del sindaco Luca Menesini.

«Il tema degli odori al casello dell’autostrada del Frizzone è un tema serio, importante, che deve essere risolto – prosegue il consigliere comunale – basta procrastinare la presa di decisioni che possano migliorare l’ingresso per turisti e cittadini a Capannori, e la qualità della vita dei capannoresi».

Gino Malfatti si dice stanco di non vedere ancora risultati concreti su una questione che da tempo è nota a tutti: «Basta entrare o uscire dall’autostrada al Frizzone per comprendere che c’è bisogno, quanto prima, di un’operazione risolutiva, il cattivo odore che persiste nell’area è facilmente riconoscibile da chiunque. Non si tratta di un fenomeno occasionale che c’è da pochi mesi».

Il problema, infatti, va avanti da anni. Di recente, sollecitata da alcuni cittadini, è intervenuta anche l'Arpat, l’Agenzia regionale per l’ambiente: «Non mi pare però di vedere che le autorità stiano portando avanti un progetto volto a porre fine alla questione – riprende Malfatti – sono certo che la situazione è monitorata, come di fatto dimostrano i rilievi fatti poco tempo fa da Arpat, ma è evidente che occorre coinvolgere i privati per arrivare a una soluzione».

Una situazione difficile da sopportare e che risulta ancor più incomprensibile per una realtà, come quella capannorese, che dell’ecologia ha fatto una bandiera: «È grave – conclude il consigliere di Scelta Popolare – che l’ingresso di Capannori, una città modello sulle politiche ambientali, sia deturpato da un odore nauseabondo. Come consigliere di questa amministrazione seguirò personalmente la vicenda, interessando i soggetti opportuni, perché in tempi brevi si costruisca una risposta che possa eliminare un fenomeno così fastidioso nell’interesse dell’intera comunità».

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