Sicurezza
Equitalia, saldo a rate per 38.000 lucchesi
Chi non ha rispettato le scadenze potrà chiedere un piano bis
LUCCA. Rateizza, ma non molla. Equitalia, l’agenzia incaricata di riscuotere i tributi per conto di Stato, enti locali e previdenziali, prosegue nella sua attività di recupero crediti in Lucchesia. Un’attività che stando ai dati sulle dilazioni di pagamento concesse dal 2008 al 31 settembre 2015 non è certo in calo. Anzi. Sono oltre 38.241 (ed è assai probabile che entro fine anno si arrivi a quota 40mila) i cittadini della provincia che nel corso di questi 8 anni sono stati raggiungi da una o più cartelle esattoriali e hanno chiesto all’Agenzia di poter dilazionare i pagamenti, per un importo totale di quasi 257 milioni di euro. Una somma vertiginosa, che pone Lucca al secondo posto in Toscana, preceduta solo da Firenze, che però ha quasi il triplo degli abitanti (la tabella non comprende i primi 9 mesi del 2015).
Quello dei pagamenti dilazionati è un sistema che i recenti interventi normativi hanno reso sempre più “abbordabile” per i cittadini. Potremmo dire che rappresenta la faccia buona di Equitalia, l’alternativa alle famigerate ganasce fiscali: fermo amministrativo dell’auto, pignoramento dei beni, ipoteca sulla casa. Senza contare poi gli interessi maturati sul debito e le sanzioni, (ma anche qui ci sono novità positive, vedi box). Metodi di riscossione che nel 2011, l’allora ministro Giulio Tremonti ebbe a definire “feudali”.
Equitalia tende la mano. Oggi le cose sono un po’ cambiate. Il “decreto del Fare” dal governo Letta rappresentò il primo passo in questa nuova direzione, volta a disegnare una agenzia di riscossione dal “volto umano”. Le maggiori novità riguardarono per l’appunto l’accesso al pagamento dilazionato: il numero massimo di rate passò da 72 (6 anni) a 120 (10 anni) per i casi straordinari. Inoltre venne aumentata da 20mila a 50mila euro la cifra massima per cui poteva essere richiesta in “maniera veloce” la rateizzazione, mentre per gli importi superiori la rateazione fu subordinata alla verifica della situazione di difficoltà economica. Una riscossione dilazionata e a maglie larghe per andare incontro alle situazioni difficili. Purtroppo, nei casi più complicati, i cittadini non sono ugualmente riusciti a rispettare le scadenze e hanno perso l’opportunità di rimettersi in pari.
“Rate-bis” fino a lunedì. Per fortuna il decreto 159 dà una seconda chance a chi non ce l’ha fatta. Per coloro che sono usciti dai piani di rateizzazione negli ultimi due anni ci sono le cosiddette “rate-bis”: entro il 23 novembre, in pratica lunedì prossimo, i contribuenti decaduti dal piano di rateizzazione possono chiedere nuovamente una dilazione delle somme non versate fino a un massimo di 72 rate mensili. Ci sono però alcuni limiti alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano non è prorogabile e stavolta per decadere basta saltare due pagamenti anche non consecutivi. Un altro aspetto positivo è dato dal fatto che per i piani concessi dal 22 ottobre 2015 in avanti la rateizzazione decade con il mancato pagamento di 5 rate (anziché 8) anche non consecutive ma pagando le rate scadute, si può chiedere un nuovo piano di dilazione e riprendere i pagamenti. «I soggetti che vogliono presentare domanda per la cosiddette “rate-bis” – spiegano dall’agenzia – possono inviare il modulo online dall’Area riservata del sito di Equitalia, presentarlo a uno sportello dell’agenzia oppure spedirlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno».
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