Il Tirreno

Lucca

Kedrion pensa (di nuovo) alla Borsa

di Luca Cinotti
Kedrion pensa (di nuovo) alla Borsa

I rumors indicano che l’azienda dei Marcucci potrebbe arrivare nel 2016 a piazza Affari. «Opzione alla nostra attenzione»

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LUCCA. Kedrion in Borsa nel corso del 2016. I rumors, nel mondo della finanza, si susseguono da qualche giorno. E hanno come epicentro Cassa depositi e prestito e - in particolare - il Fondo strategico italiano, la holding di partecipazioni controllata proprio da Cdp e - come socio di minoranza - dalla Banca d’Italia.

Già da 2012 Fsi ha investito nel capitale di Kedrion, acquisendo una partecipazione di minoranza nel gruppo della famiglia Marcucci: attualmente - dopo l’uscita nel 2013 del fondo Investitori associati - le azioni di Kedrion Spa sono al 74,94% in mano ai Marcucci e per il restante 25,06 nella cassaforte di Fsi. E proprio quest’ultimo sarebbe intenzionato, nel corso del 2016, a capitalizzare questa partecipazione in borsa, arrivando a quotare fino al 49% della società. Nel dettaglio, Fsi starebbe preparando tre Ipo (offerta pubblica iniziale, la procedura con la quale una matricola si apre al mercato azionario): innanzitutto quella di Valvitalia poi, a seguire, quelle di Kedrion e di Sia. Circolano anche delle cifre: da questi collocamenti il Fondo strategico si augurerebbe di ricavare circa un miliardo e mezzo di euro complessivo, con un ritorno per Kedrion di tre volte l’investimento iniziale (150 milioni di euro).

Cosa dicono di tutto questo nel quartier generale di Castelvecchio Pascoli? Interpellata la Kedrion ha diramato una stringata dichiarazione che riportiamo fedelmente: «Kedrion è entrata da alcuni mesi nel progetto Elite di Borsa Italiana, ciò vuol dire che l'opzione di una quotazione è alla nostra attenzione. Come è noto stiamo sviluppando un piano industriale molto impegnativo e stiamo lavorando ad un intenso processo di internazionalizzazione dell'azienda e questo è il nostro obiettivo primario. Per la quotazione le valutazioni da fare sono molte e richiedono tempo».

Il riferimento al “progetto Elite” non è casuale. E fa tornare il calendario indietro esattamente di un anno. A novembre del 2014, infatti, venne diramata la notizia che Kedrion era entra in “Elite for large corporates”, il programma di Borsa Italiana che accompagna grandi aziende in un percorso di internazionalizzazione e di avvicinamento al mercato di capitali. Una strada che può vedere come sbocco anche la quotazione in borsa. Nell’ultimo anno, tuttavia, il “grande passo” non è stato fatto. Così come era avvenuto in tempi ormai lontani, fra la primavera e l’estate del 2008. In quel frangente le procedure per l’approdo nel segmento “Star” di Piazza Affari erano arrivate quasi alla conclusione. Poi, a pochi giorni dal traguardo, le condizioni del mercato avevano consigliato uno stop.

Da allora ad oggi, tuttavia, molte cose sono cambiate. Innanzitutto il periodo peggiore della crisi sembra essere alle spalle, anche se il settore dei farmaci derivati dal sangue nel quale opera Kedrion, è un compartimento anticiclico per eccellenza, con buone performance mentre tutti gli altri vanno a fondo.

In secondo luogo l’azienda guidata da Paolo Marcucci ha intrapreso un deciso processo di internazionalizzazione, in parte grazie proprio all’ingresso di Fsi che ha permesso l’acquisto di attività negli Stati Uniti da affiancare a quella presente già da tempo nello stabilimento ungherese.

Un percorso che alla fine ritorna in Valle del Serchio, dove nel 2017 dovrebbe entrare in funzione il nuovo stabilimento a Castelnvecchio Pascoli. Poche settimane fa Paolo Marcucci ha spiegato al Tirreno che la scelta di Kedrion è di «mantenere in Italia le produzioni a maggior valore aggiunto. Quando, 25 anni fa decidemmo di realizzare un impianto in un posto certo non centrale come la Valle del Serchio a molti parve un azzardo. Ora possiamo dire che è stata una scelta coraggiosa e vincente e che in questa zona della Lucchesia si è creato un importante know-how».

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