Il Tirreno

Lucca

Il San Luca lascia fuori i diabetici

di Gianni Parrini
Il San Luca lascia fuori i diabetici

L’associazione dei malati solleva il caso: «Per noi non ci sono medici né ambulatori»

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LUCCA. Un ospedale nuovo, ma senza un centro di diabetologia o un piccolo ambulatorio per offrire consulenze nei casi di urgenza che riguardano le persone affette da questa patologia. Strano? Per l’Asl no, per l’Associazione dei diabetici lucchesi sì. La questione è emersa nei giorni scorsi durante un convegno. Se ne è fatta portavoce Roberta Risaliti, presidente della suddetta associazione. Non una questione di poco conto, visto che i diabetici presenti sul territorio dell’Asl 2 di Lucca sono poco meno di 10.000. «Chiariamo subito – spiega Risaliti – La diabetologia a Lucca c’è e funziona: è collocata nella vecchia sede ospedaliera del Campo di Marte (secondo piano del padiglione C, ndr) e offre una serie di servizi fondamentali per gli oltre 10.000 malati presenti nel nostro territorio: ci sono gli ambulatori per le visite, un dietologo, un’oculista, un’esperto del “piede diabetico” e altro ancora. Insomma, stiamo bene dove siamo e vogliamo rimanerci. Detto questo, ci colpisce in negativo il fatto che nella nuova struttura ospedaliera del San Luca non sia prevista neppure una stanza, magari con un medico e un infermiere, per offrire cure e consulenze quando i pazienti diabetici si presentano al Pronto soccorso o alla medicina di urgenza. Mi sembra strano che in un nuovo ospedale non si sia previsto uno spazio, seppur minimo, per questo genere di servizio».

La risposta. Interrogativo legittimo, ma che l’Asl respinge al mittente chiamando in causa la distinzione tra strutture ospedaliere (quelle, per intenderci, che rispondono alle situazioni di urgenza e prevedono ricoveri, interventi chirurgici, terapie intensive, ecc.) e le strutture territoriali (veri e propri ambulatori integrati con specialisti e infermieri). Tutto ciò che rientra nella prima categoria sta dentro, il resto va fuori. «La sede della struttura di Diabetologia e Malattie metaboliche dell'Asl è al Campo di Marte – spiegano dall’azienda – inserita all'interno della Casa della salute ed a stretto contatto con tutte le attività territoriali correlate e con i medici di medicina generale, con cui è in atto un protocollo che sta dando buoni risultati. La Diabetologia è a tutti gli effetti un servizio territoriale, che impropriamente in precedenza aveva sede in ospedale. Con il trasferimento delle attività ospedaliere al San Luca, l'azienda ha distinto in maniera chiara le strutture territoriali (Diabetologia, Dermatologia, Centro prelievi e via dicendo) da quelle ospedaliere. Ovviamente, c'è un collegamento diretto tra la Diabetologia e i setting di ricovero del San Luca, che dovrà essere ulteriormente implementato e il responsabile della struttura, dottor Alberto Di Carlo, sta lavorando in questo senso insieme ad altri settori dell'azienda. Nel caso specifico, occorre evidenziare che la Diabetologia alla Cittadella della salute ha adesso una sede più ampia ed adeguata alle necessità degli utenti e del personale».

Un ospedale “ristretto”. Secondo l’azienda, dunque, non c’è necessità di un ambulatorio all’interno del San Luca: i medici del pronto soccorso e gli internisti sono perfettamente in grado di assistere i pazienti diabetici, mentre per i ricoveri sono in stretto contatto con quelli della Diabetologia. La posizione dell’Asl, dunque, appare legittima. Così come l’interrogativo posto dall’Associazione diabetici lucchesi. La verità probabilmente sta nel mezzo. Dove gli spazi lo consentono, infatti, i centri diabetologici sono inseriti all’interno delle strutture ospedaliere. Vecchie o nuove che siano. Era così al Campo di Marte, è così al Versilia e persino al nuovo ospedale di Pistoia, gemello di quello lucchese.

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Il problema è che il San Luca è nato piccolo, circondato dalle case (basta vedere la faccenda dell’eliporto) e con pochi parcheggi a disposizione. Stando così, le cose l’azienda ha scelto di dislocare altrove le strutture territoriali, in modo da non ingolfare l’area. Significativa al riguardo è la questione della Dermatologia: inizialmente era prevista nella nuova struttura, poi è stata situata altrove.

Pietro Casciani, sindacalista della Uil funzione pubblica, sposa questa teoria: «Il nostro ospedale è un po’ sacrificato – spiega Casciani – gli spazi sono ridotti ed è meglio che tutto ciò che non è utile e necessario trovi una collocazione altrove, nello specifico al Campo di Marte. Così non si ingolfa la struttura e la qualità del servizio è migliore. I cittadini alla Cittadella della salute hanno anche una più ampia possibilità di parcheggio. L’importante è che il servizio ci sia e che funzioni: non è importante dove si trova».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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