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Lucca

Collezione Salotti, il sindaco sbotta

Collezione Salotti, il sindaco sbotta

«Ho proposto la collocazione delle opere in Palazzo Guinigi, ma gli eredi hanno detto di no»

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LUCCA. Per dare una nuova “casa” alla collezione Salotti l’amministrazione ha agito secondo correttezza, ascoltando gli eredi del maestro Giannetto e offrendo alternative alla casermetta San Martino, non ultima quella di Palazzo Guinigi. Ma se l’e vista rifiutare e quindi finisce qui.

In sintesi, è il senso del messaggio sulla vicenda della collezione Salotti prossima allo sfratto che il sindaco Alessandro Tambellini affida al suo profilo Facebook. Col solito stile sobrio ma stavolta anche assai risoluto.

«Ho conosciuto Giannetto Salotti quando lavorava a Sant’Anna - scrive -, in un locale al piano terra, di fronte a via Giorgi. Ma a Sant’Anna Giannetto non ci voleva stare, aveva il desiderio di tornare a lavorare sulle Mura: sono stato tra quelli che si adoperarono, allora, per far sì che avesse una casermetta da adibire a studio, quella del baluardo San Martino. E lì sono stato a trovarlo innumerevoli volte, finché ha vissuto. Dopo la sua scomparsa è sorto il problema per gli eredi di collocare le opere, senza tuttavia che il Comune ponesse condizioni particolari all’uso della casermetta. Mi è stata a suo tempo espressa la necessità che le opere dell’artista restassero per qualche tempo nel luogo dove si trovavano, per dar modo di valutare alla famiglia tutte le scelte possibili».

«Il Comune - continua - ha poi deciso di affidare gli spazi delle Mura con un bando ad evidenza pubblica che evitasse disparità fra quanti desideravano avere in uso le casermette. Anche al momento della presentazione del bando, è stato assicurato che le opere sarebbero state trasferite, una volta assegnato quello spazio, in altro locale del Comune. Ho incontrato di persona Ilaria Salotti, che ha parlato con il sindaco ogni volta che ha voluto. Le ho proposto alcune soluzioni, mentre prosegue la catalogazione delle opere del padre; un lavoro utile per qualsiasi loro valorizzazione futura».

«Nell’ultimo colloquio, presente anche Franca Severini, ho proposto la collocazione temporanea delle opere in Palazzo Guinigi, dove esse potranno essere conservate in cambio di una donazione al Comune che giustifichi l’impegno assunto dall’ente. La preoccupazione di Ilaria Salotti a fronte della proposta, è stata di non poter avere accesso alle opere ogni volta che lo ritenesse necessario. Questo è ciò che possiamo fare, in linea con le regole di ogni pubblica amministrazione di fronte a un patrimonio che rimane pur sempre un patrimonio privato: ogni altra soluzione non ci sembra rispondente all’equità di trattamento che è la base degli atti di ogni ente pubblico. Riteniamo dunque di dover procedere in questo modo, nel rispetto della memoria di Giannetto».

Lo sfratto, per la collezione Salotti, è il 30 novembre. Domenica 22 sarà aperta, dalle 10,30, per dare la possibilità a quanti lo vorranno di visitarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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