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Ampliamenti ridotti per gli edifici nelle zone agricole

Ampliamenti ridotti per gli edifici nelle zone agricole

Le anticipazioni del regolamento urbanistico Nelle zone a rischio idraulico solo recupero dell’esistente

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CAPANNORI. Disco verde al recupero di edifici in zona ad alto rischio idraulico, ma a condizione che si tratti di volumi già esistenti e la progettazione preveda interventi di messa in sicurezza e non vada ad aggravare la pericolosità dell'area. Nelle zone agricole di Capannori, che coprono ancora una grande estensione, sarà possibile recuperare fattorie, cascinali e capanne ai margini dei nuclei rurali per una fascia di 40 metri anziché 20, e in queste zone sarà data la possibilità di ampliamenti degli edifici inversamente proporzionali alla superficie esistente. Ad esempio una superficie di 60 metri quadrati può essere ampliata del 70%.

Sono alcune delle anticipazioni contenute nel regolamento urbanistico passato in questi giorni dalla giunta e che entro fine mese approderà in consiglio comunale. Poi, entro la fine della legislatura sarà iniziato anche il procedimento per il nuovo piano strutturale che risale al 2001 e che dovrà dare una visione generale della nuova Capannori.

Intanto sono chiari gli indirizzi e gli obiettivi dell'amministrazione Menesini. «La nostra linea-guida è di non prevedere nuove edificazioni, se non un modestissimo incremento di alloggi di edilizia pubblica - spiega l'assessore all'urbanistica Silvia Amadei -: una scelta imposta anche dalle molte unità abitative invendute sul territorio, con ben 400 aree edificabili non ancora utilizzate».

Quanto al recupero di edifici in area vincolate ad alto rischio idraulico (classe E4) «il nuovo strumento di programmazione urbanistica – dice Amadei – favorirà il recupero di volumetrie esistenti e siti dismessi, ma a precise condizioni, ovvero dietro opere di mitigazione ed attraverso un preciso piano attuativo». Insomma il Comune rende lo strumento operativo più “flessibile”, ma vuole evitare speculazioni edilizie e favorire soluzioni compatibili con il territorio e il rispetto dell'ambiente.

Un procedimento complesso, preceduto da un lungo lavoro da parte della commissione urbanistica (riunitasi ben 37 volte) presieduta dal consigliere comunale Guido Angelini, che ha accolto circa 200 delle 742 osservazioni presentate da cittadini, ordini e collegi professionali, aziende pubbliche e private ed enti locali. Tra le osservazioni respinte 184  erano richieste di nuova edificazione. Un regolamento urbanistico che offre anche la possibilità di frazionare, ampliare e sopraelevare le abitazioni per ricavarne nuovi spazi, anche da destinare ai propri figli. Lo strumento urbanistico prevede anche un incremento di edilizia pubblica per 6 alloggi  a Santa Margherita, e nuove rotatorie (ad esempio una rotonda a Zone) e parcheggi. «Tutto il documento che in questi giorni sarà esaminato dai consiglieri comunali prima di essere discusso e votato in consiglio comunale – commenta Amadei – ha un punto fermo: frenare il più possibile il consumo di suolo . La variante urbanistica prevede anche alcuni importanti interventi per il riutilizzo di una ex cartiera a Lammari e della ex distelleria a Tassignano».

Nicola Nucci

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