Il Tirreno

Lucca

Studente picchiato a sangue in discoteca

di Luca Tronchetti
Studente picchiato a sangue in discoteca

Cinque giovani gli procurano un trauma cranico e la rottura di un incisivo. Locale chiuso dal questore per quindici giorni

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LUCCA. Una violenza cieca nei confronti di uno studente lucchese di 19 anni che ha avuto, come unica colpa, quella di aver spinto involontariamente un coetaneo nella calca all’ingresso della discoteca Kuku di Antraccoli. Per tutta risposta quel ragazzo, con accento dell’Est europeo, dopo avergli sferrato un pugno in pieno volto facendolo crollare a terra si è accanito contro di lui assieme ad altri 3-4 amici. Quando i bodyguard del locale si sono accorti di quanto stava accadendo la banda di picchiatori si era già sparpagliata e non è stato possibile identificarli. Almeno per il momento. Nessuno dei responsabili della sicurezza del locale ha chiamato un’ambulanza per verificare le condizioni dello studente o ha avvertito le forze dell’ordine per segnalare quanto era accaduto. Tanto più che poco dopo si è verificata una rissa tra bande rivali dell’Est (albanesi e romeni, almeno venti persone) e che la polizia quando è intervenuta dopo una chiamata ricevuta dai buttafuori del locale ha ritrovato e sequestrato un coltello nel parcheggio del dancing. Un episodio intollerabile che ha indotto il questore Ciarambino ad emettere il provvedimento di sospensione per 15 giorni delle autorizzazioni amministrative relative al pubblico esercizio del dancing sulla via Romana. Un provvedimento adottato per contrastare il ripetersi di simili fenomeni e tutelare la sicurezza dei cittadini.

Il ferito. Lo studente aggredito e ferito ha riportato un trauma cranico, la rottura di un incisivo e otto punti di sutura sul labbro inferiore. Se la caverà in 21 giorni. Ma ad accompagnarlo al pronto soccorso non sono stati i buttafuori della discoteca o il responsabile della sala da ballo. È stato il padre - un ex allenatore del settore giovanile della Lucchese - che alle 2,15 si è visto riportare a casa il figlio con il volto tumefatto e i vestiti insanguinati da una compagna di classe: «Ma chi deve garantire la sicurezza nelle discoteche? - sostiene il genitore dello studente - Un ragazzo tranquillo che non ha mai fatto del male a nessuno esce di casa un venerdì sera per andare a divertirsi con gli amici e rischia la vita senza che qualcuno muova un dito per aiutarlo. Il cazzotto in pieno volto l’ha fatto cadere senza difesa e ha riportato un trauma cranico. Ma se avesse avuto un’emorragia interna in atto chi avrei dovuto ringraziare visto che nessuno ha pensato di avvertire un’ambulanza e di portarlo in ospedale a titolo precauzionale? Ma si fa uscire dal locale un ragazzo in quelle condizioni? Aveva il vestito e i pantaloni intrisi di sangue, un labbro spaccato e un dente rotto e il volto tumefatto. Quei teppisti me lo hanno massacrato. Quando nel cuore della notte l’ho accompagnato al pronto soccorso del San Luca i medici gli hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. Adesso è impaurito e sotto choc. Psicologicamente distrutto. Spero che all’interno del locale ci siano delle telecamere che abbiano ripreso la scena. Perché mio figlio quei tipi che l’hanno malmenato non li conosce e nel buio della discoteca non è facile distinguere le persone». L’unica certezza e che si tratta di extracomunitari: «Quando ha ricevuto il pugno in pieno volto nella zona dove si trova un palchetto quel bullo gli ha detto con accento dell’Est “Hai dei problemi?”. Lui non ha neanche avuto il tempo di rispondere che era già a terra con la faccia intrisa di sangue e il dente spezzato. Con mio figlio c’erano i compagni di scuola reduci da un compleanno e che volevano concludere la serata facendo quattro salti in discoteca. L’aggressione è stata talmente veloce che non si sono accorti di quanto stava accadendo».

L’altra aggressione. Parallelamente, nel parking del locale, si sono contrapposte bande di ragazzi che hanno scatenato una mega rissa. All’arrivo degli agenti sono state identificati alcuni e uno di loro è stato medicato per alcuni graffi al volto. Sono in corso indagini per entrambi gli episodi.

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