Il Tirreno

Lucca

Sport e inclusione Progetto per 80 ragazzi

Terminata la prima fase dell’iniziativa ideata da associazioni e Caritas grazie alla quale giovani a rischio marginalità hanno potuto fare tante attività

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LUCCA. Quando lo sport diventa uno strumento di integrazione sociale per ragazzi provenienti da famiglie in difficoltà. Accade a Lucca dove l’Ufficio pastorale della Caritas, in collaborazione con numerose associazioni sportive del territorio, promuove il progetto “Salta su” ideato da Matteo Franchi e finalizzato, appunto, all’inclusione di minori in età compresa tra i sette e i tredici anni a rischio marginalità. L’iniziativa è stata presentata ieri nella sede della Curia arcivescovile dalla responsabile Caritas Donatella Turri che, a margine dell’incontro, ha tracciato un bilancio circa le criticità di un momento storico che ha trasformato la vita di molte famiglie che fino a poco tempo fa vivevano dignitosamente mentre adesso, per sopravvivere, sono costrette a chiedere aiuto ai servizi sociali.

«Dati sempre più allarmanti - spiega Turri - che inducono a una seria riflessione sulla povertà minorile, purtroppo in forte aumento anche nella nostra provincia, a causa dell’impoverimento di molte famiglie, dovuto soprattutto alla perdita del lavoro e alla conseguente difficoltà per fare la spesa, pagare le utenze e gli affitti, ma anche per sostenere i figli nel loro percorso scolastico e ludico. E spesso sono proprio i bambini a pagarne le conseguenze più drammatiche dal punto di vista emotivo, quando il disagio si traduce nella rinuncia a molte attività e passioni che non possono permettersi di coltivare perché le poche risorse disponibili delle famiglie servono appena per mettere insieme il pranzo con la cena».

Lo sport e il divertimento insomma, in molti casi, appartengono a un mondo che li vede esclusi. Da oggi non sarà più così, perché tante famiglie disagiate potranno finalmente consentire ai loro bambini di frequentare quei corsi sportivi che tanto li appassionano, con la possibilità di essere inseriti in una vera squadra e, doti sportive permettendo, intraprendere un percorso importante per il futuro. In realtà, quella presentata ieri è la seconda fase del progetto “Salta su”. La prima, sviluppata nell’aprile 2015 ha coinvolto 80 minori dei comuni di Lucca, Capannori e Porcari, individuati grazie alle segnalazioni dei Centri di ascolto Caritas e dei Sevizi sociali che hanno raccolto le candidature sulla base della situazione delle famiglie, prima di indirizzarli nei diversi centri sportivi dislocati sul territorio. Qui, accompagnati dai volontari dell’associazione Veterani dello Sport, Panathlon e dai ragazzi in servizio civile presso la Caritas Lucca, hanno potuto svolgere per quattro ore a settimana, fino a luglio, le attività sportive prescelte, messe a disposizione dall’Atletica Virtus, Pallavolo Delta Luk, Circolo Nuoto Lucca e Nuoto Capannori, Centro Minibasket Junior, Pugilistica Lucchese, Nuove Pantere Lucca Baseball, Samurai Karate, Basket Ler Mura Spring e Pallavolo Nottolini. Il tutto a titolo gratuito, seguiti passo passo da istruttori sportivi qualificati e da educatori professionali della cooperativa L’Impronta che in questo periodo hanno potuto individuare idoneità e doti dei bambini. Prima di accompagnarli alla fase Due che permetterà loro l’inserimento in una squadra per il proseguimento dell’attività sportiva «che da adesso sarà più impegnativa, ma anche gratificante» aggiunge Donatella Turri. Teoria condivisa da Celestino Marchini e Serena Frediani, assessori allo sport dei Comuni di Lucca e Capannori che hanno assicurato il loro sostegno anche per i nuovi corsi che dovrebbero partire in primavera.

Rossella Lucchesi

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