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Smog, limiti superati trenta volte nel 2015
Capannori: tre sforamenti a novembre alla centralina di via Piaggia, e il problema tocca anche Lucca e la Valdinievole
LUCCA. Abbiamo fatto 30 e, è facile prevedere, presto faremo 35. Stiamo parlando delle volte in cui, nel corso del 2015, la centralina Arpat di Capannori ha superato il limite di legge di Pm 10 nell’aria. Un dato importante e preoccupante, anche perché quella è una centralina di riferimento non solo per la Piana, ma anche per Lucca e pure per la Valdinievole, in provincia di Pistoia. E 35 è il limite degli sforamenti superato il quale le amministrazioni sarebbero chiamate ad adottare provvedimenti per limitare il traffico, considerata nell’immaginario collettivo la fonte principale di inquinamento. E qui sorgono i primi dubbi, peraltro confermati anche nel convegno organizzato lo scorso marzo dal Tirreno, con la partecipazione dei tecnici dell’Arpat. In sintesi: sì, le auto inquinano, ma molto meno dei caminetti, o dei roghi usati in campagna per far pulizia di erbacce e ramaglie.
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Punto uno, ma poi c’era anche un’altra questione: quali provvedimenti possono prendere i Comuni per limitare il traffico? Sostanzialmente il blocco della circolazione, con tutti i disagi che questi comportano per chi li deve subire, ma anche per chi li deve far applicare, oppure, le “mitiche” targhe alterne, ripescate pari pari dagli anni dell’austerity. Basta cambiare lo scopo: negli anni Settanta servivano a risparmiare carburante, oggi dovrebbero (e mai un condizionale fu speso meglio) servire a ridurre l’inquinamento. Dovrebbero, perché poi, alla prova dei fatti, e lo si è visto nei mesi scorsi, questo provvedimento è servito a poco o nulla. E per tutta una serie di ragioni: dalla difficoltà materiale a controllare il rispetto dell’ordinanza (negli anni settanta era decisamente meno complicato visto il minor numero di auto in circolazione) fino anche a una mancanza di coordinamento – soprattutto nella fase iniziale – tra le varie amministrazioni comunali coinvolte sul come far applicare l’ordinanza. E su tutto c’è poi la considerazione iniziale, ossia che il peso del traffico non è quello che incide di più sulla qualità dell’aria. In sintesi, tanto caos per quasi nulla.
Però, intanto, andiamo a grandi passi verso il limite dei 35 sforamenti, e senza nemmeno la “giustificazione” dei caminetti accesi, visto che le temperature sono ancora abbastanza alte.
Ma proprio quelle condizioni meteo che fanno tenere spente le stufe sono, al momento, anche la causa principale degli sforamenti (assieme anche alla particolare morfologia del territorio, che fa della centralina di Capannori quella con i peggiori dati in Toscana). Perché alta pressione, vento scarso e piogge assenti vanno a costituire le condizioni che impediscono un ricambio dell’aria, con l’inquinamento che si accumula e la centralina che impazzisce. E passata la pax estiva, con l’autunno è tornato anche il periodo - destinato a durare sino a primavera - in cui è più facile superare i limiti. E la soglia dei 35 sforamenti è dietro l’angolo.
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