Lutto
«Gli spari, poi ci siamo nascosti»
Il racconto di una ragazza lucchese che venerdì sera si trovava a poca distanza dai luoghi degli attentati di Parigi
LUCCA. «C'era un clima di terrore ovunque, ho avuto paura ma ho cercato di mantenere la calma»: è il racconto di Margherita Bimbi, una giovane ragazza lucchese che venerdì sera si trovava in un ristorante di Rue d'Eupatoria nel nord di Parigi a due passi dai luoghi degli attentati.
«Ero in vacanza a Parigi col mio fidanzato: durante gli attentati ci trovavamo in un piccolo ristorante, inizialmente non abbiamo visto ne sentito niente - prosegue Margherita, poi le prime notizie di spari ed esplosioni -. Sto realizzando solo ora quello che è accaduto, nel ristorante non c’erano televisioni e non sapevamo di preciso cosa stesse accadendo, sono stati i messaggi e le chiamate di parenti e amici dall'Italia ad avvertirci».
Momenti concitati e confusi persino per le autorità parigine: «Nessuno ci ha avvertito di rimanere nel ristorante ma abbiamo capito che era la cosa più sicura da fare. Il proprietario ha chiuso tutte le finestre con gli scuri per rassicurare la clientela ma il locale ha molte vetrate. Abbiamo cercato di non farci prendere dal panico».
Dopo una lunga attesa i due lucchesi sono infine riusciti a tornare in hotel: «Non siamo usciti dal ristorante fino alle due di notte, poi fortunatamente abbiamo preso un taxi e siamo tornati in albergo», poi il rientro in Italia. «Ci hanno fatto uscire dal paese con un volo Ryanair dall'aeroporto di Beauvais, non ci sono stati però molti controlli all'imbarco»: segno della confusione che regnava nella capitale francese dopo gli attentati.
«Ero nella mia casa nel 13esimo arrondissement, vivo qui da marzo perché frequento un dottorato all'Ecole Pratique des Hautes études - racconta invece Angela Cossu, studentessa toscana d'adozione che conosce bene Parigi e i luoghi degli attentati - ho preso questi attentati sul personale, hanno attaccato luoghi estremamente frequentati persino da me, mi sono sentita minacciata nella mia vita quotidiana».
In segno di lutto il Comune di Lucca ha esposto le bandiere a mezz’asta a Palazzo Orsetti, aggiungendo il vessillo della Francia. Il sindaco Alessandro Tambellini ha scritto a Gilbert Meyer, primo cittadino della città di Colmar che è gemellata proprio con Lucca, per esprimere vicinanza e solidarietà alla Francia: «Parigi ha subito un durissimo attacco. A Parigi è stata attaccata la Francia e l'umanità intera. In questo momento diventa ancora più importante unirci, sentirci profondamente fratelli - aggiunge il sindaco Tambellini - perché i valori della democrazia e della libertà, che con grande fatica abbiamo conquistato, non vengano messi in discussione dalla follia del terrorismo».
Un ricordo anche in consiglio provinciale, dove è stato osservato un minuto di silenzio alla presenza anche dei sindaci, dei parlamentari e dei consiglieri regionali del territorio.
Tommaso Bedini
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