Sicurezza
«Gli interventi strutturali sono l’unica soluzione»
Lucca: l’assessore Raspini fa il punto sulle iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico
LUCCA. «Ci sono interventi contingenti, immediati, e ci sono interventi strutturali: i primi non servono a molto, e lo si è visto per esempio con le targhe alterne, che secondo me hanno poco senso; i secondi sono quelli più efficaci, ma richiedono tempi più lunghi»: l’assessore Francesco Raspini risponde così alla domanda “sul cosa fare” per ridurre l’inquinamento atmosferico. Una domanda a cui era stato chiamato a rispondere l’istituto Sant’Anna, con uno studio, appunto, su come possono muoversi le istituzioni per abbattere lo smog.
Uno studio che, spiega lo stesso assessore, è praticamente pronto, «si tratta solo di dare le ultime limature, siamo alla revisione finale». E la sua caratteristica è appunto questa, quella di intervenire strutturalmente.
«Al momento è già attiva l’ordinanza sul divieto di bruciare le sterpaglie – riprende Raspini – ma con questo studio stiamo lavorando in un’ottica più profonda, destinata a incidere di più anche se su un’arco di tempo più ampio». E anche se quel rapporto deve ancora essere reso pubblico è facile intuire almeno le linee guida dello stesso, ossia quelle emerse nel convegno del 31 marzo a Capannori, già citato più volte in questa pagina, che affrontavano nodi quali la viabilità e la movimentazione merci (per esempio potenziando lo scalo di Diecimo per privilegiare il trasporto su rotaia rispetto alla gomma), i sistemi di riscaldamento domestico o la raccolta del residuo verde (per far scomparire i roghi che fanno troppo spesso da contorno alle nostre campagne).
Tornando invece un attimo ai “metodi contingenti” probabilmente ritornerà nel cassetto da cui era stata tirata fuori negli ultimi anni l’idea delle targhe alterne, che sostanzialmente non sono servite a nulla se non a creare problemi.
In ogni caso qualsiasi intervento verrà adottato dovrà essere fatto in modo coordinato tra tutte le amministrazioni coinvolte, con dei “Pac” (piani di azione comunale) che dovranno diventare uno solo. Per questo, in contemporanea con quegli ultimi ritocchi allo studio di Sant’Anna, ci sarà un vertice tra le amministrazioni di Lucca e della Piana: «Ci dovremo trovare a giorni, all’inizio non di questa, ma della settimana successiva».
Un lavoro non da poco in ogni caso, considerando che si deve fare i conti anche con un territorio “difficile” sotto questo punto di vista: «Non mi stupisce il fatto che si siano raggiunti i 30 sforamenti, se si considera che a primavera eravamo già arrivati a 27. I nostri dati sono i peggiori della Toscana? Siamo gli unici a essere circondati dalle montagne da ogni lato, abbiamo il doppio degli sforamenti di Firenze, per fare un esempio, ma non credo proprio che Firenze abbia la metà del nostro inquinamento».
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