Proteste
Rubavano il rame nel capannone andato a fuoco
I due malviventi sorpresi dai carabinieri del radiomobile Arrestati, per loro scatta il divieto di rientro nella provincia
CAPANNORI. Beccati a rubare rame nel capanno andato a fuoco. Nella tarda serata di giovedì i militari del radiomobile hanno arrestato due uomini, sorpresi a recuperare cavi di rame in un deposito dell’azienda Aurelia Traslochi, in via del Marginone a Pieve San Paolo, nel Comune di Capannori. Il capannone è proprio quello andato a fuoco lo scorso 23 ottobre: all’interno c’erano vecchi mobili che attendevano di essere trasportati in altre sedi.
Secondo i ladri, in mezzo a tutta quella cenere, c’era ancora qualcosa di buono da recuperare. Cosa? I cavi di rame, assai preziosi nel mercato nero. I malviventi si sono messi al lavoro, ma alcune persone che abitano in zona hanno sentito rumori sospetti provenire dal capannone e così hanno dato l’allarme. Arrivati sul posto i militari, entrambi in borghese, sono stati affrontati in modo aggressivo dai due malviventi. Ma quando i ladri si sono accorti di avere di fronte dei carabinieri hanno cambiato subito atteggiamento, dicendo di essere lì per dormire al coperto. I militari ovviamente non si sono lasciati abbindolare e dopo un rapido controllo, hanno trovato 8 cavi di rame appena tagliati e asportati dall'impianto elettrico. Sul posto c’erano anche gli attrezzi usati per l'operazione.
I due uomini, entrambi rumeni, di 31 e 51 anni, sono senza fissa dimora e sono già noti alle forze dell'ordine. Sono stati trattenuti in camera di sicurezza in attesa della direttissima, che si è tenuta ieri mattina in tribunale. Il giudice ha convalidato l’arresto, ma non ha potuto disporre gli arresti domiciliari dato che entrambi sono senza fissa dimora. Così, i due malviventi se la sono cavata con un semplice divieto di ritorno nella Provincia di Lucca. Vedremo se lo rispetteranno davvero.
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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