Imt, il futuro sarà più vicino al territorio
Il nuovo direttore Pietro Pietrini si insedia e detta gli indirizzi: «Sarà una scuola con approccio multidisciplinare»
LUCCA. Passa dalla multidisciplinarietà integrata e dal dialogo con il territorio lucchese il futuro di Imt.
Parola di Pietro Pietrini, nuovo direttore dell’istituto di alti studi con la sede in San Ponziano nonché professore di biochimica clinica e biologia molecolare clinica, psichiatra e neuroscienziato di fama mondiale. «Grazie alla componente neuroscientifica - spiega - Imt diventerà un centro di pensiero sempre più calato nella realtà locale. Dialogherà con il territorio, che finora non lo ha percepito. L’istituto sarà gestito come una casa di acciaio per la determinazione e di vetro per la trasparenza. Le procedure rigorose applicate per la selezione degli studenti saranno seguite anche per la scelta dei docenti. Imt - continua - costruirà alleanze strategiche con il tessuto produttivo locale e le altre scuole di eccellenza in Italia. Del resto - conclude nell’acronimo che dà il nome all’istituto stanno i suoi indirizzi. “I” come istituzione quale centro unificante di ricerca e formazione. “m” come mercati che danno la misura di confronto dell’istituto; “t” come tecnologie che sono lo strumento, il grimaldello per la conoscenza».
«Una sfida» la nuova avventura in Imt per il professor Pietrini, 54 anni, nativo di La Spezia ma cresciuto a Carrara, che per venire a Lucca ha preso congedo dall’Università di Pisa «e da diverse direzioni». È al senso di scommessa che ha pensato quando ha presentato il suo curriculum per la selezione per il posto di direttore.
L’ho fatto «per sfida - racconta infatti a presentazione terminata - . Perché Imt ha un altissimo potenziale per una buona parte inespresso. Non è colpa di chi lo ha fondato, è colpa nostra. È come quando fai gli esami all'università. Se uno studente non ha capito il programma è un problema suo, se dieci studenti non lo hanno capito la rsponsabilità è di chi aveva il compito di spiegarlo. Imt è un gioiello - aggiunge - che attiva studenti da tutto il mondo, attualmente da 113 paese. Per questo anno accademico, su duemila domande gli studenti accettati sono stati trenta».
Al suo insediamento, al quale hanno preso parte più personalità istituzionali tra cui il prefetto Giovanna Cagliostro, il neo direttore incassa l’applauso personale di Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ma ieri in Imt in veste di presidente della Flafr, fondazione lucchese per l’alta formazione e la ricerca, ente costituito da Comune e Provincia, fondazioni Crl e Bml, Associazione Industriali e Camera di Commercio che nel 2005 fu l’artefice della nascita dell’istituto destinato a dottorati post universitari, «l’unica scuola di alta formazione in Italia in cui è previsto l’intervento privato, allo stato attuale prevalentemente sulle spalle della Fondazione Crl. Siamo stati sempre molto vicini a Imt, per fare in modo che prendesse la forma che vogliamo».
La forma del territorio e delle sue esigenze produttive: «Ad esempio Imt - continua Lattanzi - ha anche un dottorato in beni culturali: ma è l’unico corso di studi da cui deve uscire un manager che sa amministrare i beni culturali».
Ci sono obiettivi precisi di crescita e sviluppo a cui Imt punta nel breve periodo, anche dal punto di vista del personale docente e degli studenti. «I docenti a tempo indeterminato - annuncia Lattanzi - dai tredici attuali dovranno arrivare a venti. E gli allievi a duecento. Abbiamo un campus che nessuno ha. Negli anni politiche gestionali attente ci hanno consentito anche di fare previsioni. E per la Fondazione Crl, Imt è una priorità», continua.
«Ringrazio il corpo docente che abbiamo avuto, i due direttori precedenti (Fabio Pammolli e Alberto Bemporad, ndr), i componenti del cda. Adesso siamo vicini al rinnovamento del consiglio di amministrazione di Flafr e vogliamo alzare l’asticella: ci saranno consiglieri in grado di interloquire direttamente con i docenti di Imt».
E, sottolinea, se la scelta per il nuovo direttore ha privilegiato Petrini è stato tutto fuorché un caso. «Le neuroscienze - dice Lattanzi - ci azzeccano e molto con Imt. Questa materia dovrà interessati tutti i settori che abbiamo. E poi Pietrini ha sposato in pieno il progetto dell’istituto».
L’auspicio di crescita, per Imt, viene espresso anche dal sindaco Alessandro Tambellini. «Imt - dice - deve crescere ancora, deve saper trovare ancora di più il suo posto tra istituti similari in Italia e nel mondo delle eccellente. Questa città - continua - ha dato molto e darà ancora molto».
E così Luca Menesini, presidente della Provincia, celebrando i dieci anni di Imt (la scuola di alti studi fu fondata proprio nel 2005, ndr) ripercorre un «cammino importante, durante il quale la scuola è cresciuta, si è aperta sullo scenario internazionale e radicata sempre più. Ringrazio i direttori precedenti e faccio i miei auguri a Petrini. Ha un curriculum importante, direi addirittura intrigante, ritengo che rappresenti una grande opportunità per il territorio e per Imt».
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