Il dolore
Battistini (Pd) «Con noi è finita l’epoca delle clientele»
LUCCA. «Per molti anni e molte amministrazioni il tema delle partecipate non è stato avvertito dal consiglio comunale come propria competenza, tenuto in pratica all’oscuro di accordi e strategie....
LUCCA. «Per molti anni e molte amministrazioni il tema delle partecipate non è stato avvertito dal consiglio comunale come propria competenza, tenuto in pratica all’oscuro di accordi e strategie. Con l’amministrazione Tambellini siamo tornati a dare centralità al consiglio comunale, per ogni decisione riguardante le partecipate, realizzando quella trasparenza che in passato nessuno osava ipotizzare».
Alessandro Battistini, capogruppo Pd, prende la parola in merito alla riorganizzazione operata dal Comune nelle partecipate. Un metodo nuovo, «vicino alla gente - dice Battistini - senza accordi e accordicchi».
«Mai come in questa stagione - il tema delle “partecipate” è stato al centro di modifiche normative e continui annunci di riorganizzazione legate ora alla riduzione della spesa, ora alle norme anti corruzione, ora al riordino di competenze istituzionali determinando fibrillazione e incertezza rispetto al quadro normativo legato alla gestione dei servizi pubblici. Il nostro primo obiettivo era fare trasparenza ed efficientare un sistema costruito per stratificazione e dinamiche caratterizzate da criteri e strategie poco chiare e dal sapore clientelare. Questo ha comportato un grande sforzo rendendo evidenti operazioni poco accorte o discutibili in alcuni casi, un sforzo che ha prodotto oltre un milione di euro di risparmi sui costi di gestione».
«Tutto risolto? - si domanda -. Per nulla, siamo ancora al lavoro. Alcune critiche sollevate in consiglio paiono surreali: sentire la difesa della vecchia gestione del Clap e delle precedenti politiche sul trasporto pubblico cozza con la situazione trovata di un’azienda fortemente indebitata, al limite del tracollo e alla quale il Comune non pagava da mesi nemmeno le risorse dei trasferimenti regionali».
«Se Geal ha mostrato problemi a recepire il regolamento di gruppo, mi chiedo: chi pontifica oggi dov’era quando le amministrazioni precedenti, nel cedere una sostanziale partecipazione ai privati, hanno sopportato regole statutarie che davano al Comune di Lucca poteri di controllo societario solo di nome, ma non di fatto? E il caso Gesam?. «Diciamo con chiarezza dove vogliamo andare ed è quello che ci stiamo sforzando di fare senza atteggiamenti semplicistici né da tuttologi».
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