Trasporti
Ucciso dal guard rail sull’A11
Lo schianto allo svincolo che dalla Firenze Mare conduce alla Bretella
LUCCA. Un viaggio che doveva condurli a Mentone, in Costa Azzurra, dove Sergio Niglio, architetto di 63 anni che da tempo non esercitava più, aveva delle proprietà. La partenza ieri mattina da Sutri, nel viterbese insieme a un suo amico, Silviu Stanciu, 33 anni, giovane di origine rumena.
Ma intorno a mezzogiorno, qualcosa va storto e i due si ritrovano intrappolati in quell’auto che poco può fare per proteggerli dal guard rail, trasformatosi in un attimo da protezione a lama letale. Forse un malore o una manovra azzardata all’altezza dello svincolo fra l’autostrada Firenze Mare e la Bretella per Viareggio: Sergio Niglio perde il controllo del mezzo, sbanda e centra in pieno la barriera di protezione che squarcia la carrozzeria della Chevrolet Captiva nera in maniera talmente profonda da raggiungere il suo corpo.
Uno schianto impressionante dal quale Silviu Stanciu è uscito vivo per miracolo mentre per l’architetto, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione da parte del personale del 118, non c’è stato nulla da fare; il guard rail gli ha amputato la gamba sinistra, le sue ferite erano troppo gravi, aveva perso tanto sangue: Sergio è morto poco dopo.
Ore 12,10: lo schianto. Ora, l’unica persona che potrà fornire degli elementi utili per comprendere la dinamica dell’incidente è l’amico della vittima, Silviu Stanciu che subito dopo l’incidente è stato trasportato all’ospedale San Luca in evidente stato di choc. Di certo al momento c’è solo che Sergio Niglio, dopo aver percorso la Firenze Mare e superato lo svincolo di Lucca Est, ha imboccato l’uscita per Viareggio.
Il suo itinerario infatti, prevedeva probabilmente di percorrere da lì in poi la Livorno-Genova e poi l’A10 da Genova fino a Ventimiglia. Un viaggio che però si è tragicamente interrotto. Alle 12,10 Sergio Niglio svolta a destra ma la monovolume sbanda e colpisce il guard rail sfondandolo. Un’estremità della barriera protettiva “infilza” la carrozzeria dell’auto, auto che nel frattempo però continua ad avanzare trascinando il guard rail con sé per una quindicina prima di fermarsi definitivamente.
I soccorsi disperati. La richiesta di soccorso è partita immediatamente. A dare l’allarme sono stati gli stessi automobilisti che in quel momento stavano percorrendo l’A11. Il personale del 118 è arrivato nel punto dell’incidente con un’ambulanza mentre accanto all’autostrada è atterrato anche l’elisoccorso Pegaso. Una volta giunti allo svincolo, i soccorritori hanno capito subito che le condizioni di Sergio Niglio erano disperate. Per riuscire a liberarlo dalle lamiere della Chevrolet Captiva, è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco. Poi i ripetuti tentativi di rianimazione che purtroppo non sono riusciti a salvare la vita del sessantreenne. Sul luogo dell’incidente anche le pattuglie della Polstrada di Viareggio coordinate dal comandante Salvatore Ripa che hanno eseguito i rilievi e che ora dovranno tentare di capire quale sia stata la causa dello schianto mortale.
Solo ipotesi. Per ora infatti, una spiegazione vera non c’è. Sergio Niglio potrebbe aver perso il controllo dell’auto a causa di un malore oppure perché qualcuno improvvisamente gli ha tagliato la strada o ancora perché magari si è accorto tardi dello svincolo e l’ha imboccato con una velocità troppo sostenuta.
L’unico che potrà chiarire le cause e la dinamica dell’incidente è il passeggero che si trovava con lui, Silviu Stanciu. Intanto sul corpo di Sergio Niglio è stato disposto l’esame esterno che sarà eseguito stamani.
Ieri a Lucca sono arrivati dal Lazio anche alcuni parenti della vittima che si sono recati all’obitorio e sul luogo dell’incidente.
L’uomo, che era nato a Monterotondo, in provincia di Rieti, ma che risiedeva a Sutri, nel viterbese, era sposato e non aveva figli.
Da un po’ di tempo non esercitava più la sua professione di architetto e si dedicava all’amministrazione di alcune proprietà che aveva nel Lazio e in Francia. Dove era diretto.
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