Finanza
Tre comitati contro la carbonizzazione
Netto no dalle associazioni di Zone, di Salanetti e di Porcari al progetto della società Creo
CAPANNORI. Si alza il coro di no dei comitati all'impianto di carbonizzazione nell'area di Salanetti. Come era da immaginarsi visti i precedenti degli anni passati. No deciso da parte dell’associazione di volontariato sociale “Comitato Zone”.
Una contrarietà ufficializzata dall’invio di una lettera al sindaco Luca Menesini, in qualità anche di presidente della Provincia, e ai consiglieri comunali e provinciali di Capannori e Lucca.
«Da quanto abbiamo appreso l'impianto in oggetto, che dovrebbe trattare 60.000 tonnellate l'anno di materiale , risulta essere il primo in assoluto, e quindi non ne sono conosciute le ricadute sull'ambiente e sulle persone. Non ci piace fare da cavie.
Ci sono altri elementi che hanno portato il comitato a ufficializzare la propria contrarietà al progetto. Nell'area di Salanetti sono già concentrate numerose attività che trattano rifiuti (due piattaforme Ascit, Valfreddana recuperi, Ageco) e pertanto la realizzazione di questo impianto aumenterebbe di molto la criticità del sito. L'area che dovrebbe accogliere l'impianto è soggetta ad andare periodicamente sott'acqua ed è uno dei motivi che in passato hanno sconsigliato di costruirvi un impianto di compostaggio. Sempre da quanto abbiamo appreso – prosegue il comitato - questo impianto non risolverebbe il problema del riciclaggio della frazione organica prodotta dai cittadini di Capannori.
«Invitiamo l'amministrazione provinciale - si conclude la nota - e tutti gli altri enti di competenza a non permettere la costruzione dell'impianto».
In subbuglio anche il comitato di Salanetti, che già nel 2014, quando era stato presentato il primo progetto dalla Gielle, aveva redatto una memoria scritta è accompagnata da una petizione con 1500 firme.
«È possibile che da un quarto di secolo tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute non siano mai state in grado di reperire un sito alternativo a Salanetti?
« Ogni volta che ci sono delle attività si mettono dove abitiamo – scrivono in una nota – dopo avere discusso per anni sulla localizzazione del compostaggio adesso pure un altro progetto, tra l'altro non ancora testato. Siamo in una zona già satura sotto il profilo dell'insediamento di industrie e produzione conseguente di scarti e rifiuti. E il Comune di Porcari che die, visto che siamo sul confine?».
Contrario anche il Comitato Torretta Ambiente di Porcari che si allinea con gli altri comitati.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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