Il Tirreno

Lucca

«No alla centrale, vince la gente»

Pacini contro Betti: ennesimo dietrofront dopo una scelta sbagliata e contestata

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BAGNI DI LUCCA. Sono stati il manifesto dissenso delle associazioni ambientaliste, degli operatori del turismo fluviale, degli imprenditori che da queste attività traggono introiti e dei cittadini sensibili al bene irrinunciabile delle acque e del territorio a costringere l'amministrazione comunale di Bagni di Lucca all'ennesimo dietrofront per una scelta sbagliata e contestata, che favoriva un privato a discapito della comunità. Lo sostiene in una nota il segretario del Pd locale, Sebastiano Pacini, a giudizio del quale il no della giunta Betti alla realizzazione della nuova centralina sulla Lima non è una scelta coerente, ma un altro dietrofront.

«Confessiamo - dice il Pd - che non ci aspettavamo una mossa come questa. Il fatto che la giunta sia uscita dal buco in cui si era nascosta per non rispondere alle richieste dei cittadini, il fatto che comunque abbia cambiato opinione costituisce indubbiamente un fatto positivo. Finalmente una vittoria della gente. Dopo i pareri positivi espressi in un primo momento dall’amministrazione comunale alla concessione di derivazione di acque di superficie per uso idroelettrico sul torrente Lima all’altezza di Fabbriche di Casabasciana, si pensava che la giunta e il sindaco appoggiassero un’opera che di fatto escludeva l’uso a fini sportivi del tratto del fiume tra il Ponte di Cevoli e l’inizio dell’abitato». A far cambiare idea alla giunta, sostiene Pacini, è stata la netta opposizione della gente, con tanto di raccolta di firme e la richiesta di un consiglio comunale aperto. «Ora - conclude il segretario Pd - si vorranno prendere anche il merito di aver impedito la costruzione della centralina, come si sono voluti prendere il merito di aver portato le canoe a Bagni di Lucca o di aver costruito il "canyon park". Tutte queste iniziative positive per il paese sono merito delle persone, esterne al comune, che hanno creduto in Bagni, nonostante tutti gli ostacoli che sono stati posti».

Emanuela Ambrogi

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