Il dolore
Furti e degrado, ora l’Arancio ha paura
Lucca: dopo l’aggressione del pensionato di 87 anni i residenti della zona segnalano problemi di sicurezza e chiedono più controlli
LUCCA. Fazzolettini sporchi di sangue davanti all’ingresso di una villetta di via Piave, sangue anche nell’asfalto. «Ci siamo trasferiti da poco - dice una ragazza che abita nella stessa via - ci avevano detto che era una zona tranquilla ma certo quando trovi queste cose vicino alla tua casa non è tanto rassicurante».
Sono passate appena 48 ore dall’aggressione subita da Enrico Masi, pensionato di 87 anni, avvenuta appena pochi metri più in là, nel punto in cui via Piave incrocia via Diaz e ora gli abitanti e i commercianti della zona cominciano ad avere davvero paura.
L’uomo, aggredito alle spalle e scaraventato a terra in pieno giorno da un bandito solitario che per portargli via il portafoglio gli ha provocato un trauma cranico e la frattura del setto nasale, aveva appena fatto la spesa al Conad, teatro già lo scorso 10 agosto di un furto con spaccata del valore di 3.000 euro.
«Qui c’è un bivacco continuo - racconta un dipendente del supermercato - lavoro qui da tre anni e ogni mattina troviamo qualcuno all’interno del parcheggio che rovista nei cassonetti della spazzatura. Poi magari vengono in negozio ubriachi per comprare altro alcol, si sentono male perché bevono oppure importunano i clienti o tentano di rubare. Prima il loro punto di rittovo fisso era il parcheggio del supermercato ma ora siamo riusciti ad allontanarli».
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Insomma, quello che fino a pochi anni fa era considerato un quartiere perbene e nel quale raramente si erano verificati episodi di violenza o reati in genere sembra che stia diventando sempre meno sicuro.
A dimostrarlo è purtroppo il numero di crimini compiuti soprattutto nella parte del quartiere dell’Arancio compresa tra viale Cadorna, via Diaz, via del Cantore, via Piave e via Orzali: dai furti all’interno delle abitazioni e degli esercizi commerciali, agli scippi e alle aggressioni. Per non parlare del degrado di alcuni immobili e delle bottiglie o altri rifiuti lasciati su muretti, aiuole e fioriere.
«La sera qui c’è da aver paura - racconta un’anziana che da poco ha lasciato un’altra zona dell’Arancio per trasferirsi vicino a via Diaz - se è buio per andare a fare la spesa al Conad prendo la macchina. Il bivacco si vede soprattutto il sabato sera: stanno sempre all’ingresso del parcheggio del supermercato. Davanti alla Snai la sera c’è sempre un covo di disperati e non ci sono solo extracomunitari ma anche tanti italiani».
E sull’aiuola davanti al negozio Amplifon, a pochi passi dalla sala scommesse, in un sacchetto ci sono una decina di bottiglie di birra vuote.
Probabilmente a insinuare ancora di più nei residenti di questa parte dell’Arancio la percezione dell’insicurezza c’è anche la fioca illuminazione della zona che man mano che ci si allontana dalla circonvallazione diventa sempre più buia. «Io abito nel quartiere da 38 anni - racconta Barbara, una delle clienti della parruccheria Giuseppe - e fino a quando avevo 15 anni non c’erano problemi la sera. Si poteva passeggiare tranquillamente senza avere paura anche nella zona dei Macelli. Ora le cose sono cambiate: i residenti hanno cominciato a proteggere le loro case dai ladri sollevando le siepi, mettendo le reti o addirittura tirando su i muri. Ci sono stati episodi di violenza, furti nelle abitazioni. Nel parcheggio del Conad la situazione non è più tranquilla già da molto tempo».
Tra gli edifici più critici sembra esserci anche quello dell’ex oleificio Borella, da anni lasciato nel totale degrado.
«Prima lo usavano per lo spaccio - racconta ancora Barbara - e poi c’erano anche alcuni senza fissa dimora che ci andavano a dormire. Ora hanno murato le finestre ma comunque non è escluso che ci vadano ancora. Davanti alla Snai la situazione ormai è fuori controllo mentre anni fa non era così. Qui in via Orzali ci sono tre scuole di danza e altre attività ma l’illuminazione è insufficiente e non c’è il marciapiede. Il quartiere è abbandonato». Testimonianza condivisa anche da Giuseppe, titolare della parruccheria di via Orzali che ammette: «Io la sera, quando vado via, preferisco uscire sempre in compagnia di qualcuno perché ho paura».
Sopra il locale in cui ha sede la sua attività i ladri hanno svaligiato un’abitazione solo qualche mese fa. «La mattina mi ritrovo le bottiglie abbandonate nelle fioriere - dice Giuseppe - servono più controlli in questa zona, soprattutto vicino al Conad e alla Snai».
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