Il Tirreno

Lucca

Css, il Pd: cittadini buttati a mare

Scontro sul bricchettaggio: «L’offerta di Sea Risorse manteneva i posti e risolveva i problemi»

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GALLICANO. Divampa la polemica sul futuro dell'impianto di bricchettaggio di Zinepri, interessato da un potenziale investimento della società Sea Risorse. Dopo l'intervento di alcuni imprenditori locali e le dichiarazioni del sindaco Saisi, la vicenda approda in consiglio comunale. Il gruppo di minoranza "Uniti per Gallicano" ha infatti presentato un'interpellanza per sapere come l'amministrazione ricollocherà i dipendenti ex Css Energy e se ci sono dei fondi per bonificare il sito.

Intanto, il Pd di Gallicano, tirato in ballo dal primo cittadino, risponde per le rime: «La risposta dell’Amministrazione, che ci aspettavamo, è però un tantino, delirante. Accusa il Pd di Gallicano di tutto, compreso di non esserci interessati tre anni fa, degli accordi sindacali alla KME (sic!), come se non ci fosse stato un referendum tra i lavoratori su quell’accordo... Su questa ultima vicenda che riguarda un’azienda fondamentale per la Valle, come Pd di Gallicano abbiamo comunque già espresso tutta la nostra preoccupazione. Preoccupazione che ribadiamo ancora oggi per il basso profilo che ha preso questa storia. Chiediamo alle organizzazioni sindacali e istituzionali di esprimersi chiaramente su quanto presentato. Dobbiamo chiedere tutti all’azienda di presentare ufficialmente un vero progetto perché le oltre 1000 famiglie coinvolte direttamente o indirettamente e l’intera Valle possano stare tranquille per il futuro». Poi, rifiuto delle accuse di averlo fortemente voluto, quell'impianto: «A parte il fatto che il Pd alla fine degli anni ’90 non esisteva neanche, è vero comunque che è stata la giunta di sinistra, che amministrava il Comune, ad adoperarsi per farla aprire, cosi come si è adoperata per far nascere le altre aziende in quell’area, per far venire a Gallicano l’ipermercato Conad, far partire la Kedrion e altre aziende: atti che fanno sì che oggi nel nostro Comune, grazie all’impegno di quelle amministrazioni tanto vituperate, trovano lavoro oltre 1.200 persone. La disperazione delle 35 famiglie legate alla CSS ci addolora e la nostra preoccupazione non è quella di trovar loro un altro lavoro. La nostra preoccupazione è non solo la perdita di posti di lavoro ma anche quella di veder morire un’attività industriale. Non è che abitiamo su Marte. Viviamo a Gallicano, abbiamo i figli a scuola e siamo attenti al nostro ambiente e all’aria che respiriamo. Sappiamo benissimo che non era più sostenibile la situazione che si era venuta a creare negli ultimi tempi di attività della CSS. La proposta della Sea Risorse, però, aveva tutti i requisiti per ripartire, mantenere i posti di lavoro e eliminare i problemi di maleodoranze. All’azienda si dovevano chiedere garanzie. Ma Nessuno può trincerarsi dietro a un dito e scaricare le proprie responsabilità, come fa sempre questa Amministrazione Comunale, attribuendo le colpe agli altri: non si può pensare che un’azienda investa qualche milione di euro per risanare e bonificare una situazione compromessa da un incendio, senza assicurazioni di collaborazione da parte dell’ente che è parte in causa per tutte le pratiche autorizzative. Altro che comunità, qui si buttano a mare posti di lavoro e concittadini senza battere ciglio».

Nicola Bellanova

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