Il Tirreno

Lucca

Riaccensione del bricchettaggio In rivolta le aziende confinanti

di Nicola Bellanova
Riaccensione del bricchettaggio In rivolta le aziende confinanti

Durissimo documento di quattro ditte: se ricomincia a bruciare potremmo anche trasferirci Il sindaco David Saisi al Pd: «Vicini ai lavoratori, ma l’impianto è in crisi e ha causato solo problemi»

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GALLICANO. Quattro storiche aziende di Zinepri, si schierano apertamente contro l'ipotesi di riaccensione dell'impianto di bricchettaggio, minacciando di adire le vie legali qualora il sito della discordia ricominciasse a bruciare, o nell'ipotesi più estrema di chiudere battente e trasferirsi altrove.

Si alza il dibattito in riva al Serchio, e soprattutto riemerge la partecipazione della comunità alla cosa pubblica. E così, temendo di avere nuovi danni a causa delle emissioni, e soprattutto nel timore di minare la quotidianità dei cicli produttivi, la Venturi Giuseppe e Renata srl, la Metalfranchi srl, Spares&More srl e la Victa srl si sono rivolte allo studio legale Lattanzi - De Simoni di Lucca per far valere le ragioni del no: «Le società hanno già presentato ripetute denunce alle competenti autorità - si legge nella lettera degli avvocati di parte -, a causa delle maleodoranze e le emissioni che provengono dall'impianto di trattamento rifiuti».

Quindi, una posizione coerente e che, nell'ipotesi di una al momento improbabile riapertura, diventa una richiesta ufficiale al sindaco David Saisi: «L'impianto di trattamento dei rifiuti ha creato disagio per molti anni a tutte le persone che svolgono attività lavorativa presso le loro dipendenze, oltre che alla cittadinanza. Pertanto, la riapertura dell'impianto che appare assolutamente vetusto, potrebbe essere causa di nuovi gravissimi disagi».

E qui l'affondo, e la minaccia di passare alle vie di fatto: «Nel caso in cui l'impianto dovesse essere rimesso in funzione - si legge nel documento -, le società valuteranno di spostare altrove le proprie sedi, in quanto l'impianto arrecava e arrecherebbe nuovi danni alle attività e ai dipendenti. Se ciò dovesse verificarsi, la perdita di posti di lavoro sarebbe una conseguenza di tale scelta obbligata, e non andrebbe a vantaggio della cittadinanza».

Parole forti, frutto di anni di convivenza con quel sito spento da un anno, e sul cui futuro ci sarebbe l'interesse di Sea Risorse. Intanto, il dibattito politico si riaccende. La lista “Gallicano c'è”, che appoggia il primo cittadino, ha sempre posto nel suo programma la battaglia contro l'inquinamento ambientale prodotto dall'impianto di Zinepri finora gestito dalla CSS Energy. Il sindaco David Saisi, pertanto, respinge al mittente le accuse mosse dal Pd gallicanese in merito al futuro dei dipendenti diretti e indotti: «Un'azienda in grave crisi economica a causa forse di un mercato edilizio che, come afferma il Pd, è ridotto e quindi i cementifici hanno meno bisogno di bricchette. Un'azienda che a Gallicano ha creato per anni problemi di maleodoranze a tutto il paese e a paesi confinanti, che è sotto processo per reati ambientali. La vicinanza ai lavoratori è scontata, l'Amministrazione sarà al loro fianco per poter dare supporto e si adopererà in tutti i modi per il loro futuro, ma certamente si è posta una domanda che poniamo anche a tutti i gallicanesi: con queste premesse come si può esprimere parere favorevole ad una ditta che intende continuare la stessa lavorazione di prima, cioè lavorare rifiuti per produrre combustibile?».

Comunque, dopo l'incontro in Comune con la Sea Risorse, il punto di vista dell'amministrazione non cambia di una virgola: «La società Sea Risorse che ha avanzato la proposta di acquisto e che pare così sicura della bontà del proprio progetto può benissimo andare avanti senza il nostro parere preventivo che non è in alcun modo vincolante. Può rilevare l'azienda e cominciare a lavorare con l'autorizzazione in essere per questa attività e naturalmente noi come amministrazione ci comporteremo esattamente come abbiamo fatto con la CSS, monitorando e vigilando continuamente l'impianto per non creare problemi alla cittadinanza e alla valle».

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