Il dolore
Polimeni: «Abbiamo rivisto le procedure»
Il vicecommissario spiega che i casi critici sono stati due e non hanno avuto conseguenze
LUCCA. «Mai più parti a rischio all’ospedale di Barga». Il vice commissario Joseph Polimeni, interpellato dal Tirreno sulle questioni sollevate dall’interrogazione parlamentare del deputato Achille Totaro, illustra la posizione dell’azienda.
Vice commissario, ci spiega cosa è accaduto a Barga con i parti a rischio?
«Nei mesi scorsi ci sono state due situazioni critiche, la cui gestione è stata presa in carico dal sistema di risk managment dell’azienda. Dall’analisi dell’accaduto è emerso che le complicazioni a cui fa riferimento l’interrogazione non sono state inquadrate come “eventi sentinella”: in pratica, non ci sono stati morti, danni gravi evitabili o perdita di fiducia da parte del cittadino. In definitiva, il tutto si è risolto con il trasferimento delle due partorienti al San Luca».
L’interrogazione dice che è dovuto intervenire personale in ferie per trasferire d’urgenza le donne ed evitare guai peggiori?
«Questo non ci risulta, ma è chiaro che un percorso può essere sempre ottimizzato. Tant’è che alla luce dei problemi emersi, come accade in questi casi, abbiamo apportato alcune modifiche alla procedura».
Ma a Barga ci sono le condizioni per partorire in sicurezza?
«Sì, se i parti non sono a rischio si possono fare lì, anche se ci sono dei requisiti mancanti. A breve partirà un piano di adeguamento per ovviare a queste carenze. Ad esempio, realizzeremo una sala chirurgica nel blocco parto, per minimizzare i rischi quando c’è da fare un’urgenza ostetrica: un cesareo o un distacco di placenta. Poi ci sono delle procedure organizzative da rivedere. Insomma, stiamo cercando di minimizzare il più possibile i rischi».
La rianimazione neonatale è prevista?
«No, quella non fa parte del piano di adeguamento».
E per quanto riguarda i parti a rischio?
«Devono esser fatti al San Luca. La struttura di Barga non può trattare situazioni che presentano complicanze: ad esempio parti gemellari, gravidanze extrauterine e altre situazioni di questo genere. È un protocollo che abbiamo messo a punto già da diversi mesi».
È stato questo il motivo delle dimissioni di Viglione?
«Viglione ha fatto una scelta e l’Asl l’ha accettata, nominando un altro responsabile».
Però c’è un procedimento disciplinare aperto nei suoi confronti?
«Sulla base di alcune valutazioni, operate dai medici responsabili del dipartimento materno infantile e del reparto di ostetricia e ginecologia (Raffaele Domenici e Gianluca Bracco, ndr) e dal commissario Maria Teresa De Lauretis, si è ritenuto opportuno avviare questo procedimento. Ma l’iter non è ancora arrivato a conclusione».
Nella sua interrogazione il deputato Totaro sostiene che il punto nascite di Barga, non raggiungendo i 500 parti annui, dovrebbe essere chiuso.
«Le nascite non sono un fenomeno governabile. Fino al 2012 Barga superava la soglia dei 500, poi è scesa: 465 nel 2013, 407 nel 2014. Non è un caso isolato, in Toscana ci sono Porto Ferraio, Bibbiena e altri punti nascita assai più distanti. In tutti questi casi la Regione ha fatto delle scelte in deroga al limite che aveva stabilito: nel nostro caso ha deciso di mantenere il punto nascite di Barga perché ritenuto strategico per i comuni dell'alta Garfagnana, troppo distanti dall’ospedale San Luca. Una decisione che l’assessore regionale Stefania Saccardi ha ribadito pubblicamente pochi giorni fa».
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