Il Tirreno

Lucca

Parti a rischio sotto la lente dell’Asl

di Gianni Parrini
Parti a rischio sotto la lente dell’Asl

L’azienda apre un procedimento per valutare l’operato del dottor Viglione. Il deputato Totaro interroga il ministro

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LUCCA. Parti a rischio all’ospedale di Barga: l’Asl apre un procedimento disciplinare per valutare l’operato del dottor Vincenzo Viglione, ex responsabile della struttura semplice ostetricia e ginecologia dell’ospedale Valle Del Serchio. La notizia emerge a margine di un’interrogazione a risposta scritta rivolta al ministero della Salute dal deputato Achille Totaro (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale). «L'accordo Stato-Regioni del 2010 – scrive Totaro – fissa dei requisiti minimi per la continuazione dell'attività dei reparti di ginecologia-ostetricia al fine di evitare che la qualità del servizio, soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse, non sia sufficientemente elevata. L'ospedale di Barga nel 2013, 2014 e presumibilmente anche nel 2015 non ha raggiunto e non raggiungerà i 500 parti/anno, ma continua a fornire i servizi sanitari per cui non ha i sufficienti numeri. I primari delle unità operativa di anestesia e rianimazione e di ginecologia e ostetricia hanno fatto presente da tempo e anche in forma scritta la situazione di alto rischio per i pazienti e per i nascituri».

Dopo aver disegnato il quadro generale, Totaro entra nello specifico e cita tre episodi avvenuti nel periodo in cui il dottor Viglione (poi dimessosi) era ancora responsabile dell’ostetricia. «In pochi mesi – scrive Totaro – tre donne di cui una ricoverata presso il presidio ospedaliero di Barga almeno da 15 giorni prima del taglio cesareo (circa 29a settimana di gestazione), hanno rischiato la vita durante il taglio cesareo a Barga necessitando di essere trasferite d'urgenza in struttura più idonea (Lucca) al fine di ricevere cure e assistenza adeguate alla loro necessità cliniche e la gestione di queste emergenze a Barga è stata possibile solo grazie alla buona volontà del personale medico dell'unità operativa anestesia e rianimazione della Valle del Serchio e di Lucca intervenuto anche se non di turno o addirittura in ferie al fine di consentire la stabilizzazione clinica e il trasferimento».

Interrogando l’Asl sulla questione, siamo venuti a sapere che su questi casi (che l’azienda dice essere due e non tre) è stato aperto un procedimento di valutazione dell’operato del dottor Viglione. Un procedimento che ancora non è giunto alla fine. L’ex responsabile di ostetricia e ginecologia ha presentato le dimissioni a fine agosto e la sua scelta ha fatto molto discutere. Gli abitanti della Valle sono molto legati al nome dei Viglione: prima il padre Arturo e poi il figlio Vincenzo hanno fatto del presidio di Barga un fiore all’occhiello della sanità toscana. Né l’azienda né il medico hanno mai voluto chiarire i motivi della scelta, ma voci di corridoio ipotizzavano dissapori legati alla gestione dei parti più complicati tra il punto nascita del San Francesco e quello del San Luca. Ipotesi che ora sembra prendere corpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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