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Lucca

«Il terreno? È in vendita ma solo a un prezzo equo»

«Il terreno? È in vendita ma solo a un prezzo equo»

Ultimo Testi conferma che sono avviate le trattative con l’amministrazione per la cessione degli ultimi tre ettari di spalti rimasti di proprietà privata

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LUCCA. «Siamo propensi a vendere, ma per un prezzo equo. È questa l’area migliore per i Comics, mica al campo Balilla, che è troppo vicino alla città».

Questa volta l’ammissione che l’area dei Vivai Testi è in vendita arriva direttamente dal loro “patron”, il signor Ultimo Testi, novant’anni di età di cui gli ultimi settanta trascorsi a lavorare in questo ampio fazzoletto di terra compreso nel perimetro degli spalti delle Mura urbane, lungo viale Carlo del Prete. L’ultimo tratto rimasto di proprietà privata; tutto il resto appartiene all’amministrazione comunale, che da anni ormai cerca - almeno così dice - di portare a termine l’acquisizione.

«Il terreno dei vivai è in vendita, la trattativa con il Comune è cominciata - continua il signor Ultimo -. In tutto sono circa trentamila metri quadrati di estensione, tre ettari, via. Il prezzo? No, non lo dico».

Si è parlato di una possibile cifra di due milioni, però. «Due milioni? Per questi soldi lo venderei anche subito il terreno», taglia corto il signor Ultimo, facendo chiaramente capire che l’offerta della controparte, almeno allo stato attuale, è più bassa.

Ma i tempi per la cessione sembrano proprio essere maturi. «Anche mio nipote, che gestisce con me e mia figlia il vivaio, vuol vendere - sottolinea sempre il signor Testi -. Io qui ci ho passato la vita. Avevo quindici anni. Io e i miei fratelli eravamo contadini, all’epoca c’era la mezzadria. Poi imparammo il mestiere di vivaisti. Imparammo a innestare piante e alberi da frutto al vivaio Petri di Tempagnano a Lunata: era una famiglia di vivaisti dall’Ottocento. E dopo avere imparato il mestiere comprammo questo terreno».

Oggi di anni il signor Ultimo Testi ne ha novanta e continua a innestare le sue piante. Grazie alla sua mente vivace ha chiara la consapevolezza che i tempi sono cambiati. Ed è il primo lui a pensare, appunto, che lo spazio del suo vivaio potrebbe essere un’alternativa perfetta, per il festival internazionale del fumetto che si svolge a Lucca, all’utilizzo del campo Balilla, che ad ogni festival per accogliere l’enorme tensostruttura dei Games deve sopportare montaggi e smontaggi del tendone e successiva riseminatura dell’erba.

Se la disponibilità della famiglia Testi c’è, è probabile che a questo punto l’affare vada in porto. Questione di accordarsi sulla cifra, sembrerebbe.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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