La manifestazione
«Da Lucca un sostegno enorme al referendum»
LUCCA. Anche la Lucchesia ha dato il suo contributo al referendum per abrogare la nuova legge sanitaria regionale, così dal comitato “Lucca per una Sanità migliore, Raffaello Papeschi” e dalla Rete...
LUCCA. Anche la Lucchesia ha dato il suo contributo al referendum per abrogare la nuova legge sanitaria regionale, così dal comitato “Lucca per una Sanità migliore, Raffaello Papeschi” e dalla Rete dei comitati a difesa della sanità di Lucca, arriva un «ringraziamento a tutti i cittadini lucchesi e della piana di Lucca che hanno contribuito a raggiungere uno straordinario risultato: 55.614 firme, raccolte in 50 giorni, per il referendum sull’abrogazione della legge regionale toscana 28/2015».
«Le firme – continua la nota – sono state raccolte perché i cittadini hanno capito che il nostro sistema sanitario è una conquista stupenda grazie al quale ogni cittadino, dove avere il diritto di essere curato al meglio, indipendentemente delle sue possibilità economiche. Ciascun cittadino è chiamato a combattere per difenderlo perché ogni conquista si può facilmente perdere, se quando attaccata, nessuno è disponibile a difenderla. La sanità non dovrà più essere un’azienda ma il luogo del rapporto di fiducia e “empatia” fra medico, personale sanitario e paziente. I veri problemi della nostra sanità, e cioè che occorre ricorrere al privato per richiedere in tempi congrui una prestazione, la riduzione dei posti letto pubblici e degli operatori sanitari, le attività extra sanitarie e socio sanitarie date in gestione al privato, i quattro ospedali toscani realizzati dal privato che li gestirà per i prossimi venti anni, una sanità sbilanciata alla gestione del paziente acuto quando il problema più impellente è l’assistenza del paziente con patologia cronica non sono affrontati, ma anzi peggiorati da questa legge».
«È stato semplice raccogliere le firme – chiude la nota – grazie alla sensibilità dei cittadini e l’aiuto essenziale di molti consiglieri comunali: senza il loro senso d’impegno civico non saremo riusciti a fare niente nei nostri comuni. Più difficile è stato farle accettare nel Palazzo della regione, solo il fatto che chi le ha portate rappresentava più di 55.000 cittadini toscani e l’aiuto di tutti i consiglieri regionali di opposizione ha obbligato il partito che governa la nostra regione ad accettarle. Abbiamo dimostrato che ci può essere un modo diverso di intendere la politica che passa per la vera partecipazione dei cittadini. Ora non si deve abbassare la guardia ed essere pronti a riprendere la battaglia in occasione del referendum, quando come doveroso, ci sarà permesso di celebrarlo … chi ha firmato dovrà portare parenti, amici conoscenti, associazioni a votare sì».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
