Il Tirreno

Lucca

«Lotto per Mary e le altre vittime di incidenti»

di Federica Scintu
«Lotto per Mary e le altre vittime di incidenti»

A vent’anni dalla morte della sorella Damiana Barsotti le dedicherà una stele

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LUCCA. Per anni ha continuato a mettere la camicia da notte sotto il cuscino del suo letto. E quando dall’inverno si passava alla primavera, faceva anche il suo cambio armadi. «Pensavo che Marianna, da un momento all’altro, sarebbe tornata da noi, non accettavo che fosse morta in una maniera così tragica a soli 16 anni».

Quelle di Damiana Barsotti sono le parole di una sorella maggiore che porta ancora i segni del terribile incidente avvenuto la notte del 12 novembre di 20 anni fa in via di Tiglio a Carraia, quando Marianna morì mentre tornava nella sua casa di Massa Macinaia in scooter dopo aver trascorso una serata nella discoteca Pianeta Rosso di Antraccoli: uno scontro frontale violentissimo con una Fiat Uno e la vita di Marianna non c’era più.

Ma ora quelle di Damiana sono anche le parole di una quarantatreenne, diventata a Lucca presidente dell’associazione italiana familiari delle vittime della strada, che ha deciso di provare a fare qualcosa di concreto per chi come lei ha perso una persona cara in un incidente stradale.

«Il 15 novembre alle 15 a Massa Macinaia ci sarà una commemorazione e la benedizione di una stele dedicata a Marianna, morta esattamente 20 anni fa, - dice Damiana Barsotti - ma anche in ricordo di tutte le altre vittime della strada». Damiana parla di Mary (così la chiamavano i suoi amici), ci mostra le sue fotografie, ripensa a quando i carabinieri chiamarono a casa per dare loro la sconvolgente notizia.

«Squillò il telefono che si trovava nella camera dei miei genitori - racconta Damiana - saranno state le 3 del mattino. Ricordo ancora benissimo di aver sentito la mia mamma urlare come mai aveva fatto prima e poi la corsa in ospedale. Ma quando arrivammo al pronto soccorso ci dissero che lì non l’avevano portata e che dovevamo recarci all’obitorio». Da quel momento in poi la vita di Damiana, che nel 1995 aveva 23 anni, cambiò per sempre. «Dormivamo in camera insieme, io ero la sorella più grande e per lei mi preoccupavo, avevo una sorta di istinto materno - racconta ancora Damiana - quando da un momento all’altro quel maledetto incidente d’auto ce l’ha portata via non ho realizzato cosa fosse davvero accaduto. C’è voluto un po’ di tempo prima che smettessi di guardare la porta della camera aspettandomi da un momento all’altro di vederla tornare da noi».

Dopo la morte di Marianna ci fu una lunga e contrastata vicenda giudiziaria, troppo dolorosa perché Damiana trovi la forza di riparlarne. «Col passare del tempo non si sta meglio anzi ci si rende sempre più conto della perdita e questo fa male - dice con voce commossa Damiana - quando leggo sui giornali notizie di tragici incidenti stradali come quello che è costato la vita a Marianna mi si riaprono le vecchie ferite, è inevitabile».

Ma ora Damiana ha deciso di affrontare questo immenso dolore provando da una parte a stare vicina a chi ha vissuto tragedie come la sua e dall’altra a impegnarsi in maniera attiva anche attraverso l’associazione familiari vittime della strada. «Sono in contatto con i genitori di Simone Pardini, morto a 16 anni dopo essere stato travolto da un tir mentre andava in bicicletta - spiega Damiana Barsotti - ma anche con la famiglia di Andrea Peruzzi, il giovane di Barga che perse la vita dopo essere stato investito da un’auto pirata mentre andava all’università. Ho partecipato a diversi memorial e ad alcuni progetti sulla sicurezza stradale con la polizia municipale. Noi come associazione ci battiamo affinché venga introdotto il reato di omicidio stradale non perché vogliamo che tutti vadano in galera ma per punire chi magari sotto effetto di alcol o stupefacenti si mette alla guida e causa la morte di persone che non hanno alcuna colpa». Alla commemorazione di domenica prossima saranno presenti il parroco di Massa Macinaia, la polizia municipale di Capannori, i carabinieri di Pieve di Compito e i rappresentanti dell’amministrazione comunale. «Porterò gigli e rose bianche e alcuni palloncini che farò volare in ricordo di mia sorella e di tutte le vittime della strada. Qualche mese prima della sua morte, un amico di mia sorella annegò in mare e lei mi chiese: “Cosa faresti se io morissi?”.Risposi che sarei morta anch’io. Invece ho deciso di vivere e di farlo combattendo una battaglia nel ricordo della mia Mary».

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