In tre minuti la gang svuota negozio di pc
Portabiciclette e tombino usati come ariete per sfondare le vetrine alla Logos Informatica
LUCCA. Organizzati e pronti a tutto. Capaci di «ripulire», nel giro di 180 secondi, un negozio di hitech sfondando le vetrine esterne e interne con un portabiciclette in cemento e il coperchio di un tombino di ghisa. Un’azione criminale votata al saccheggio della Logos Informatica al numero 537 di viale San Concordio e che ha fruttato ai cinque componenti la gang un bottino che si aggira sui ventimila euro. Tra pc, fissi e portatili, iPhone e iPad, tutti rigorosamente marcati Apple. Oggetti di pregio sistemati in bella vista nelle vetrinette mandate in frantumi. Il tutto mentre la sirena del sistema d’allarme collegato con un istituto di polizia privata suonava all’impazzata tanto da svegliare alcuni abitanti del viale che, affacciatisi alle finestre, hanno visto i banditi fuggire e hanno avvertito la polizia. Erano le 3,20 della notte tra giovedì e venerdì e la volante in tre minuti era già sul posto. Della banda però nessuna traccia. Come fantasmi nella notte.
A volte ritornano. Il 26 settembre di sei anni fa la Logos Informatica era già stata presa di mira da una banda di presumibili ricettatori. All’epoca i malfattori entrarono da una piccola finestra del bagno posta sul retro e con l’antifurto in funzione si portarono via 7 pc portatili, due lettori Mp3 e il fondo cassa. Un colpo che fruttò circa 15mila euro. «Anche il 20 agosto scorso, usando la stessa tecnica, la banda presa di mira il locale. - racconta Andrea Sabbatini, uno dei quattro soci e amministratore della Logos - Ma passarono dal retro e il bottino fu molto inferiore perché s’impossessarono di un computer e poco altro».
I fatti. Stavolta invece l’inventario è lungo e la merce trafugata è di notevole pregio. Adatta alla commercializzazione nel periodo natalizio quando, grazie alla tredicesima, i potenziali clienti hanno qualche soldo in più da spendere. «Usando come ariete un portabiciclette in cemento hanno sfondato la nostra porta d’ingresso a vetri lunga due metri per 1,90. - prosegue Sabbatini - Si sono diretti verso le vetrinette che contenevano i nuovi modelli Apple in esposizione. Sono andati a prendere il coperchio di un tombino per mandarle in mille pezzi. E hanno compiuto il raid in tre minuti». Una trentina i pezzi rubati. Da due iPad di ultima generazione a quattro iPhone sino a una scatola che pesava 20 chili e conteneva una ventina di tavolette grafiche. E poi ancora casse audio, computer Apple fissi e portatili che hanno prezzi variabili da 1700 ai 1200 euro. Si sono attaccati persino al televisore 32 pollici che utilizziamo per le dimostrazioni con la clientela. Il pezzo più costoso è un computer Nec da 2000 euro. E prima di andarsene non hanno dimenticato neppure il f ondo cassa».
Paura tra gli abitanti. Il tremendo botto provocato dalla vetrage andata in frantumi ha svegliato alcuni abitanti degli appartamenti limitrofi alla Logos Informatica. Qualcuno ha pensato ad un’esplosione e si è affacciato alla finestra. «Ci hanno detto - racconta l’amministratore Logos - che un testimone ha visto allontanarsi nell’oscurità cinque persone. Sicuramente si trattava dei malviventi». Sia gli agenti della volante che la quelli dell’istituto di polizia privata arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constatare quanto era accaduto verificando che per sfondare le vetrine erano stati usati portabiciclette e tombino trovati sul posto. «Hanno lasciato in negozio le scatole dei pc più voluminose - conclude Sabbatini - che potevano rallentare la fuga. Adesso rafforzeremo le misure di sicurezza all’ingresso del negozio installando un cancello metallico».
Luca Tronchetti
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