Proteste
Fumeria di droga in un appartamento di Sant'Anna
Lucca: spaccio e consumo in loco del famigerato shaboo, una metanfetamina per "stare svegli" dai devastanti effetti
LUCCA. Non sappiamo se gli agenti che hanno fatto la scoperta fossero anche appassionati di cinema, nel caso sarà probabilmente venuta loro in mente una scena del film "C'era una volta in America", quella in cui Robert De Niro, sconvolto dalla morte dei suoi amici, si rifugia in una fumeria d'oppio. Solo che in questo caso non eravamo nella New York degli anni trenta, ma nella Lucca dei nostri giorni (per la precisione in un appartamento di viale Puccini), e sì, gli "ospiti" fumavano, ma non dell'oppio, bensì una droga ancora più devastante, lo shaboo.
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Una parola, shaboo, che probabilmente non dice nulla alla maggior parte di noi. E, in effetti, si tratta di una droga arrivata solo in tempi recenti "sul mercato", è una metanfetamina, così come l'ecstasy o l'Mdma, ma con effetti ancor più potenti e, soprattutto, devastanti. Utilizzato dai frequentatori di rave party, ma anche da lavoratori che hanno bisogno di una "carica in più", lo shaboo garantisce parecchie ore di insonnia e di assenza di fatica, ma anche effetti terribili sull'organismo di chi la assume che tende a diventarne subito dipendente. Si tratta di una droga definita "etnica", e più precisamente "filippina", in quanto si è diffusa inizialmente nel Paese orientale e da qui portata in Europa (e anche in Italia), dalla folta comunità di immigrati filippini.
E filippino era anche l'uomo che è stato arrestato dalla polizia: Oliver Mananghaya Santos, 37 anni, affittuario dell'appartamento in cui si consumava la droga ( e con lui è stato anche denunciato un connazionale della stessa età). All'uomo gli agenti della polizia lucchese sono arrivati dopo una serie di segnalazioni: da una parte uno strano e intenso via vai di persone da un appartamento della zona di Sant'Anna, dall'altra il fatto che fossero sempre più frequenti casi di comportamenti anomali e aggressivi da parte di appartamenti della comunità asiatica. Non solo, le stesse persone che apparivano così violente, presentavano anche un'insolita perdita di capelli e di denti. Tutte caratteristiche tipiche delle persone che consumano lo shaboo.
Le indagini si sono concentrate in quell'appartamento di Sant'Anna, al terzo piano di un condominio di via Puccini, e all'alba di giovedì 5 novembre è scattata l'operazione. Gli agenti si sono presentati alla porta dell'appartamento. Ad aprire una donna, risultata poi la suocera dell'uomo arrestato, il quale si era rifugiato in camera da letto. Una volta sfondata la porta gli agenti hanno trovato l'uomo e altre due persone, impegnate ad assumere appunto lo shaboo.
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La perquisizione ha portato alla scoperta di 4 dosi dell'anfetamina, il necessario per prepararne un'altra trentina di dosi e tutto il necessario sia per il confezionamento che per lo spaccio direttamente in loco. Insomma, una fumeria vera e propria.
Un luogo dove farsi davvero del male, visti gli effetti devastanti che questa droga produce su chi l'assume (ma anche su chi la prepara, visto che casi di volti sfigurati per le sostanze inalate sono comuni tra di loro): abbiamo accennato alla perdita di capelli e denti, che sono l'effetto forse più visibile, ma soprattutto questa droga devasta letteralmente il cervello di chi la consuma. Rilascia nell'organismo una grossa quantità di dopamina, producendo un effetto stimolante, ma anche aggressività, disturbi della personalità, allucinazioni, stati confusionali, convulsioni e così via, fino a poter arrivare anche alla morte. Non solo, come detto la dipendenza è immediata, ma anche i danni cerebrali irreversibili arrivano praticamente subito.
Una droga terribile anche perché è difficile da intercettare nei controlli (non ha alcun odore) e per di più facile da produrre partendo da sostanze lecite e facili da reperire.
Adesso Oliver Santos Mananghaya si trova agli arresti domiciliari, in attesa del processo che si svolgerà l'11 gennaio prossimo
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