Il dolore
La Cassazione proscioglie Chiari e Favilla
L'Alta Corte dichiara inammissibile il ricorso della Procura Generale. Adesso il Comune di Lucca dovrà saldare le notule dei legali degli ex politici
LUCCA. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Generale sul proscioglimento dell'ex assessore Marco Chiari e dell'ex sindaco Mauro Favilla in relazione all'inchiesta sul Parco di S. Anna e sullo stadio Porta Elisa che il 15 giugno 2011 provocò un terremoto politico in città con l'arresto di funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. Il pronunciamento è avvenuto a notte fonda nel palazzo romano dell'Alta Corte e pone la parola fine alla vicenda per i due ormai ex politici. Chiari, difeso dall'avvocato Sandro Guerra, era accusato di concorso in corruzione e di episodi di millantato credito mentre l'ex primo cittadino, assistito dall'avvocato Anna Francini, doveva rispondere dell'addebito di abuso d'ufficio in relazione a una delibera di giunta. Entrambi furono prosciolti in sede di udienza preliminare dal gup Silvia Mugnaini. Chiari per non aver commesso il fatto, Favilla perché il fatto non era considerato un illecito penale in assenza di colpa o dolo. Adesso il Comune di Lucca dovrà prepararsi a saldare le notule dei due avvocati perché per gli amministratori assolti l'ente è obbligato a rimborsare le spese legali.
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