Sicurezza
Paline come un rebus e una sola biglietteria
Viaggio nel capolinea dei bus del Ctt Nord in piazzale Verdi
LUCCA. È l’unica biglietteria in città: dentro ci sono al massimo sei o sette posti a sedere e una macchinetta automatica per fare i biglietti. Due dipendenti vendono i ticket e danno le informazioni ai viaggiatori all’interno di un locale che più che un posto di lavoro sembra una gabbia. E se per caso un turista dovesse avere bisogno del bagno è meglio che vada da un’altra parte perché all’interno della biglietteria non ne è stato mai costruito uno.
Ogni giorno centinaia di persone dirette da Lucca a Firenze e Pisa ma anche a Capannori, Altopascio o a Bagni di Lucca, che quindi per motivi di lavoro o di piacere viaggiano sulle linee extraurbane della Ctt Nord-Vaibus, transitano dal capolinea di piazzale Verdi dove però è difficile capire, soprattutto per chi non è del posto, come muoversi e a chi rivolgersi per avere qualche informazione.
Informazioni che è necessario chiedere a qualcuno se si vuole arrivare a destinazione. Interpretare le paline che si trovano accanto a tutte le fermate infatti, è più difficile che risolvere un rebus. Il nostro viaggio quindi comincia obbligatoriamente dalla biglietteria, dove speriamo di trovare almeno qualche cartello più chiaro. Invece nulla: l’unica soluzione che ci resta è chiedere alle due dipendenti presenti che chissà quante volte hanno dovuto rispondere alle richieste più svariate impiegando il loro tempo in un’attività che potrebbe essere risolta se solo ci fossero indicazioni più semplici. Ad accompagnarci in questo viaggio c’è un autista della Ctt Nord e sindacalista della Uil trasporti, Massimo Belli. «Oltre a questa a Lucca non ci sono altre biglietterie. Ce n’è un’altra a Viareggio - dice Massimo Belli - e per i viaggiatori è diventato sempre più difficile riuscire ad acquistare il biglietto a terra visto che tante edicole lungo le tratte che percorriamo sono state chiuse. In più questa struttura non è a norma. Non ci sono i servizi igienici per i viaggiatori ma solo per il personale e anche per un disabile non è facile accedere perché nonostante due rampe siano state costruite c’è sempre un gradino che blocca l’accesso a chi si muove da solo in sedia a rotelle».
Oltre a questo poi c’è il problema informativo. «Nel contratto di servizio erano stati previsti 64.000 euro per l’installazione di tabelloni elettronici, rinnovo hardware e software della biglietteria e rinnovo degli arredi della sala d’attesa - dice Massimo Belli - ma di tutto questo è stato fatto molto poco. Cartelloni non ce ne sono e anche gli arredi lasciano abbastanza a desiderare. Quindi molto spesso l’autista si ritrova a dover fare i biglietti a bordo con maggiorazione di prezzo anche se non si tratta di casi eccezionali e a dover anche fornire informazioni ma questi non sono compiti che spettano a noi. Regione e Provincia non controllano il contratto di servizio che prevede che ci siano molte più biglietterie di quelle che in realtà ci sono e come sindacato l’abbiamo fatto presente già diverse volte». E secondo Belli i problemi non sono finiti qua.
«Sul mezzo noi siamo soli e spesso dobbiamo aiutare i disabili perché non tutti gli autobus hanno le rampe - dichiara Belli - questi sono mezzi che hanno tutti in media tra i 15 e i 30 anni di servizio e spesso anche sulle nostre linee è capitato che prendessero fuoco o che comunque avessero dei problemi meccanici più o meno seri». Quando poi c’è da fare la manutenzione dei mezzi, emerge anche la carenza dei mezzi a disposizione. «Ci sono stati periodi - dichiara ancora Belli - che c’erano talmente tanti autobus fermi in carrozzeria anche alcune corse sono saltate. Di solito la manutenzione viene eseguita d’estate perché essendoci le scuole chiuse ci sono meno corse ma intanto dal 2005 il costo dei biglietti è aumentato mentre la qualità dei servizi è rimasta sempre la stessa».
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