Il Tirreno

Lucca

Casermetta Santa Croce sfuma la Casa della musica

di Barbara Antoni
Casermetta Santa Croce sfuma la Casa della musica

Le cinque associazioni assegnatarie dello spazio fanno dietrofront «I costi di gestione sono insostenibili e il Comune non ci aiuta in alcun modo»

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LUCCA. La Casa della Musica nella casermetta Santa Croce, quella conquistata a seguito della partecipazione al bando dell’Opera delle Mura, «è un progetto che non si può fare e la casermetta non la prendiamo. Non non possiamo reggere le esigenze di bilancio che la gestione comporterebbe».

È clamoroso il dietrofront delle cinque associazioni firmatarie il progetto per la Casa della musica e delle arti varie: Circolo Lucca Jazz, Animando, Accademia Francesco Geminiani, Polyphonia, La Compagnia delle Arti.

Il problema delle associazioni è di ordine economico: conti alla mano hanno calcolato che «rispettando il contratto con i cento giorni di apertura della casermetta a servizio dei visitatori delle Mura, il costo minimo annuale, nei calcoli più ristretti, ammonta a 25-30.000 euro compreso i canoni di affitto, che importano una cifra di circa diecimila». In totale, «una cifra improponibile per le nostre associazioni - spiegano i rispettivi rappresentanti - senza un supporto esterno e con l’esclusione da ogni attività commerciale».

Il problema di base però, secondo le stesse associazioni sta nelle scelte politiche dell’amministrazione. «Non ignoravamo l’aspetto dei costi di gestione, ma siamo stati più volte confortati che su questo versante, a fronte di proposte di valenza culturale elevata, i costi di affitto potevano essere adeguatamente abbattuti. Il progetto si è ben classificato, ma abbiamo avuto la sorpresa di sconti sull’affitto uguali per tutti, senza considerare l’attività svolta dai singoli assegnatari. L’idea della casermetta della musica, così congeniale all’ipotesi “Lucca Città della Musica” (con l’iter di domanda avviato per la seconda volta presso l’Unesco, ndr) è piaciuta all’amministrazione, ma adesso la Città della Musica non è più così vicina».

Le associazioni hanno tentato un ultimo confronto. «Abbiamo posto il problema al sindaco che è anche assessore alla cultura, ma ci siamo trovati di fronte a un diniego netto per motivi di bilancio e parità di trattamento».

«E dire - continuano le associazioni - che siamo stati incoraggiati a presentare il progetto. Ma siamo tutte associazioni no profit, operiamo come volontari e non possiamo fare progetti senza contribuzioni. Se organizzassimo, come previsto dal progetto, concerti con biglietto di 5-7 euro, con una pubblico al massimo di 50 persone, dovremmo sostenere spese di luce, gas, essere a norma in tutto e per tutto, pagare la Siae e un compenso seppure minimo per i musicisti. Con quali soldi? Prendiamo atto della situazione, ma l’idea della casermetta della musica come moltiplicatore di eventi culturali anche di altra natura a questo punto è pregiudicata».

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