Il dolore
Una cattedra sui beni culturali
Si punta ad aumentare il numero di docenti e di allievi
LUCCA. Più docenti e più studenti per Imt. È questa, secondo il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Arturo Lattanzi, una delle chiavi di volta per far decollare definitivamente la scuola di Alti studi.
«Imt - ragiona il numero uno di San Micheletto - è una scuola patrimonialmente sana e ben gestita, che deve crescere. Per questo servono più professori e più allievi». Al momento, di studenti ce ne sono 157.
E non si tratta - spiega ancora Lattanzi, rispondendo a critiche che spesso serpeggiano in città - di “figli di papà”: «C’è un concorso con prove molto selettive per accedere, al quale partecipano ogni anno 2.000 persone».
Secondo i dati forniti dalla Fondazione Crl, il 100% di chi esce con il diploma da Imt trova lavoro. Segno che la preparazione è di primo ordine e che la scuola ha grande potenziale: «Certo, è chiaro che non si può pretendere tutto subito. Non ho mai visto una scuola che può dare risultati dopo tre anni. Ma sono certo - continua Lattanzi - che ci darà grandi soddisfazioni».
E, a proposito di Imt, si segnala l’iniziativa della Fondazione che ha deciso di finanziare l’istituzione di una cattedra riservata ai beni culturali: sarà intitolata a Carlo Ludovico Ragghianti e prevede uno stanziamento di 130.000 euro all’anno per quindici anni, fino al 2030. Complessivamente, dunque, l’esborso di San Micheletto sarà dunque di 1.950.000 euro.
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