Sicurezza
La Cgil nel caos Lasciano tre membri del direttivo
Dimissioni in blocco di Bertei, Anastasi e Bernardini contro le scelte della segreteria provinciale per la Valle
CASTELNUOVO. Il terremoto nella Cgil, partito dalla Versilia, colpisce anche la Valle con le dimissioni di vari rappresentanti. In primis Fabio Bertei, Rsu Fiom Cgil, dipendente presso la Erco Corghi di Pieve Fosciana, ma anche Marcello Anastasi, membro dimissionario del direttivo di zona e membro del direttivo Fp Cgil di Lucca, e Lorella Bernardini, membro dimissionario del direttivo di zona e RSA “Pellegrini” mensa aziendale Kme.
«Purtroppo dobbiamo constatare che avevano ragione le centinaia di lavoratori e pensionati che hanno sottoscritto il documento del 15 aprile 2014 dove si dichiaravano contrari alla soppressione della zona sindacale della Garfagnana – dicono Bertei, Anastasi e Bernardini –: in quel documento, firmato spontaneamente da moltissimi iscritti, si reclamava il ritorno alle migliori tradizioni della “nostra camera del lavoro”, consolidatasi in oltre un secolo di storia, attraverso lotte sindacali importanti, dove il quadro attivo, si è formato nelle vertenze storiche che hanno interessato il territorio che vanno dal marmo, all'edilizia, alla forestazione, al tessile, al metalmeccanico fino alle grandi vertenze territoriali.
«Il primo grave colpo alla rappresentatività della Cgil Garfagnana - ricordano i tre dimissionari -, fu inferto nel 2011 quando si scelse di destituire anzitempo il segretario di zona, eletto dal Comitato direttivo e supportato da un coordinamento di delegati delle maggiori realtà sindacali della Valle del Serchio sostituendolo con un “responsabile” nominato dalla segreteria provinciale. Solo le forti reazioni degli iscritti, causate soprattutto dalla totale assenza della Cgil dai processi sindacali zonali, e le centinaia di firme sopra dette, indussero la segreteria, nel 2015, a nominare un direttivo ed un nuovo responsabile di zona, ratificato da un'assemblea dei delegati tenutasi a Gallicano».
Nonostante ciò la situazione è precipitata. «Solo una iniziativa di facciata – proseguono - al direttivo e al responsabile infatti, nei circa 7 mesi di reggenza, non si è data alcuna agibilità sul piano sindacale ne autonomia sul piano operativo. Non resta che denunciare il mancato impegno della Cgil in Valle».
Da qui le dimissioni come atto di serietà e di correttezza nei confronti degli iscritti e dei lavoratori. Ed una sostituzione che sarà ufficializzata a breve con una responsabile che sarà espressione della segreteria lucchese, vale a dire Maria Rosaria Costabile.
«La situazione d'altra parte rischia di aggravarsi ulteriormente se, come sembra ormai certo, si dovesse realizzare l'accorpamento tra la Cgil di Lucca e quella di Massa Carrara. Una scelta senza il supporto di un progetto, che come è chiaro a chi conosce le dinamiche del sistema economico locale, aggraverà la condizione di isolamento anche sul piano sindacale della Garfagnana. Chiediamo pertanto che i lavoratori , i disoccupati, i pensionati della Valle del Serchio, nel prendere atto delle nostre dimissione “obbligate” prendano coscienza della necessità di riappropriarsi del proprio sindacato attraverso un congresso straordinario che dia nuovamente la voce agli iscritti e per questo stiamo raccogliendo le firme».
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