Sicurezza
Impianto a Salanetti, ora decide la Regione
La competenza sui rifiuti non è più della Provincia. Pisani (Pd): «Serve una valutazione a tutto campo»
CAPANNORI. Una valutazione a tutto campo, sotto l'aspetto tecnico, ambientale e politico, sul progetto del nuovo impianto di carbonizzazione idrotermale a Salanetti, presentato nei giorni scorsi dalla Creo srl all'ufficio Suap del Comune. A chiedere di avviare un confronto è il capogruppo del Pd e presidente della commissione ambiente Silvana Pisani. «In merito a questo nuovo progetto siamo consapevoli che nella valutazione l'ente capofila è la Regione e sarà effettuata con la sinergia di tecnici dei vari enti preposti, tra cui Capannori. Una nuova procedura che mi auguro coinvolga tutti i soggetti competenti, anche una conferenza dei servizi. Il Comune ha comunque la responsabilità di fare in modo che il progetto sia esaminato attentamente sotto tutti i profili: provenienza e qualità dei rifiuti trattati, sicurezza per i cittadini e l'ambiente dal punto di vista della tecnica di lavorazione e del prodotto finale, puntuale verifica del progetto strutturale e tecnico per garantire la mancanza assoluta di cattivi odori e rumorosità».
A distanza di un anno dalla presentazione del primo progetto di carbonizzazione idrotermale lo scenario è cambiato, con le competenze sui rifiuti passate dalla Provincia alla Regione. In questa fase il Comune vuole capire bene in che cosa consista il progetto e se questo sia compatibile con la politica “rifiuti zero” portata avanti dal Comune negli ultimi anni. In passato il sito in questione, tra Lunata e Zone, è stato al centro di una diatriba. Lo scorso anno la notizia che un’azienda privata voleva realizzare a Salanetti un impianto di carbonizzazione idrotermale ha mandato in fibrillazione il comitato paesano, che per anni si è battuto contro l’impianto di compostaggio previsto nell’area industriale. Per i residenti la zona è già sovracarica di attività (Ascit e Valfreddana recuperi).
Anche il Comune di Porcari, al confine con Salanetti, aveva espresso forti dubbi e perplessità sull'impianto. Ora una nuova puntata. «Il nuovo insediamento necessita di una valutazione di sostenibilità all'interno di una situazione già complessa dal punto di vista di inquinamento atmosferico e viabilità. La nostra amministrazione – conclude Pisani – continua ad investire molto sulla raccolta porta a porta ed è doveroso chiudere il ciclo dello smaltimento dei rifiuti per il nostro territorio ed economicamente più vantaggiosa per avere effettivi risparmi in bolletta». Mentre sembra tramontare l'ipotesi che Ascit possa acquistare le quote pubbliche dell'impianto di Piteglio. (ni.nu.)
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