Sicurezza
Caso Favilla, spunta una nuova perizia
L’udienza preliminare si aggiorna al 2 febbraio. Intanto su Facebook i genitori ricordano il bimbo
LUCCA. Caso Favilla, c’è un’altra perizia difensiva: l’udienza preliminare si aggiorna al 2 febbraio. Nuovo capitolo della vicenda giudiziaria che ruota intorno alla morte di Alessandro Favilla, il bambino di 10 anni morto improvvisamente il 25 ottobre 2012 all’ospedale del Campo di Marte, in seguito a una crisi respiratoria iniziata mentre si trovava a casa con i genitori.
Ieri si è tenuta la terza udienza preliminare, che vede imputati i pediatri Graziano Vierucci (medico di libera scelta), Elisabetta Spadoni dell’Asl 2, Marco Montesanti che non lavora più a Lucca (si è trasferito all’Asl5 di Pisa e presta servizio a Pontedera e Volterra) e del pediatra di famiglia Giuseppe Fontana.
La famiglia, assistita dal legale di parte civile Enrico Marzaduri, sostiene che il piccolo Alessandro è morto a causa di una malattia polmonare non diagnosticata con tempestività visto che - stando alla consulenza tecnica redatta dal dottor Roberto Dal Porto - «è mancata una visita pneumologica accurata mediante esecuzione di spirometria». Dall’altra, la dottoressa Benedetta Guidi (perito nominato dall’avvocato Francesca Lenzi che difende alcuni medici indagati del pronto soccorso e il pediatra di famiglia), insiste sulla polmonite ab ingestis: l’inalazione involontaria di materiale alimentare - solido o liquido - proveniente dall’apparato digerente. In sostanza, il bimbo sarebbe stato soffocato dal cibo o dal liquido (aveva bevuto del latte caldo) andatogli di traverso.
Vedremo cosa dirà la nuova perizia presentata dalla difesa nell’udienza di ieri mattina. Il giudice Silvia Mugnaini ha fissato la nuova udienza per il 2 febbraio.
Inizialmente il sostituto procuratore Fabio Origlio, titolare dell’inchiesta, aveva iscritto nel registro degli indagati otto persone: due chirurghi di Roma che avevano operato il ragazzino poco più di un mese prima, quattro pediatri dell’ospedale di Lucca, un radiologo dell’ex Campo di Marte e un pediatra di famiglia. Per tutti l’ipotesi di reato era di omicidio colposo per colpa medica. La posizione di quattro medici era stata poi archiviata.
Intanto Alessia Marraccini ed Emiliano Favilla, genitori del piccolo Alessandro, non si arrendono nella loro ricerca di giustizia. Nei giorni scorsi su Facebook hanno ricordato la tragedia. «Erano passati altri 4 giorni dalla visita – scrive la mamma – avevamo finito una scatola di cortisone ed eravamo all'ottavo giorno di antibiotico. Invece di migliorare sembrava peggiorare. Povero topolino mio dall'anima pura: lui aveva fiducia in noi, nella sua mamma e nel suo papà. Credeva che lo avremmo difeso e salvato da tutti i dottori cattivi. Invece non siamo stati all'altezza di capire la loro superficialità. Ci siamo fidati di loro e siamo stati traditi. Hanno distrutto la vita di un bimbo di 10 anni e della sua famiglia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
