La manifestazione
Paolo, il campione dei canarini
La storia del meccanico in pensione che da anni fa incetta di titoli nei concorsi per uccelli da gabbia
BARGA. I canarini più belli, e soprattutto vincenti? Si trovano nella terra di Pascoli, e tutto grazie alla passione di Paolo Ghini, che da oltre trent'anni è uno dei più titolati competitori nazionali alle mostre da competizione per uccelli da gabbia e da voliera provenienti da tutti i continenti.
Anche due domeniche fa, a Campi Bisenzio, il 65enne pensionato con l'hobby per l'allevamento di canarini da competizione, ha impresso il suo marchio nei campionati regionali: tre terzi posti, cinque secondi e due primi oltre che un campione di razza.
Quest'ultima medaglia, sommata agli altri piazzamenti, è quella di maggior pregio, in quanto il suo affezionatissimo “closter inglese” è risultato il più bello tra oltre millequattrocento esemplari giunti da Toscana e Umbria. Titolo arrivato nella specialità forma e posizione.
Una grande soddisfazione per Paolo, sebbene tra costi di mantenimento, acquisto dei piccoli e le riproduzioni, ci va solo a rimessa: «Per partecipare alle gare e tenere gli uccelli nelle condizioni migliori - ammette -, se ne vanno circa 4.000 euro l'anno. Il cibo arriva dall'Olanda, poi c'è da mettere in conto le attrezzature e inoltre, non meno importante un nuovo maschio “esterno” che consenta di riprodurre la specie e rinforzare il sangue».
Ma quando arrivano i titoli, le soddisfazioni sono infinite. Paolo, pensionato da dieci anni ed ex meccanico alla Fiat Lunatici, si è avvicinato a questo mondo quasi per caso, spinto da un vicino.
Da allora, è stato amore a prima vista, e si è specializzato nella razza Closter Inglese, una particolare varietà di canarini molto rara e quindi ricercata.
«La parte più difficile è l'addestramento, perché devono saltare con delicatezza - afferma Paolo -. Nelle gare ufficiali, il peso non conta ma serve il pelo, la testa e la rotondità a norma. E bisogna arrivare agli appuntamenti pronti con tutte le misure a posto».
Ghini era uno dei migliori giocatori di biliardino della zona, e da oltre trent'anni nel suo laboratorio di Castelvecchio sono cresciuti migliaia di piccoli campioncini. Attualmente ne possiede oltre 300, ma tra quelli donati, venduti e acquistati ex novo dall'estero, ne ha visti passare davvero migliaia: «Il valore di un canarino va dai 20 ai 500 euro, secondo la quotazione e la razza - continua Paolo -. Il valore va in base agli anellini che valgono il range nei campionati ufficiali. Ma dopo i tre anni di vita, è bene dirlo, il canarino perde le caratteristiche per le competizioni».
Una cura maniacale degli spazi, e soprattutto una voglia di continuare fino a quando ne avrà voglia caratterizzano le giornate di Paolo Ghini: «Ho avuto dei problemi di salute seri qualche anno fa, eppure mia moglie e mia figlia Tania mi hanno supportato anche nella gestione dei canarini, perché ormai fanno parte della nostra famiglia».
Una famiglia numerosa e vincente, destinata a crescere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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