Il Tirreno

Lucca

Paolo, il campione dei canarini

di Nicola Bellanova
Paolo, il campione dei canarini

La storia del meccanico in pensione che da anni fa incetta di titoli nei concorsi per uccelli da gabbia

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BARGA. I canarini più belli, e soprattutto vincenti? Si trovano nella terra di Pascoli, e tutto grazie alla passione di Paolo Ghini, che da oltre trent'anni è uno dei più titolati competitori nazionali alle mostre da competizione per uccelli da gabbia e da voliera provenienti da tutti i continenti.

Anche due domeniche fa, a Campi Bisenzio, il 65enne pensionato con l'hobby per l'allevamento di canarini da competizione, ha impresso il suo marchio nei campionati regionali: tre terzi posti, cinque secondi e due primi oltre che un campione di razza.

Quest'ultima medaglia, sommata agli altri piazzamenti, è quella di maggior pregio, in quanto il suo affezionatissimo “closter inglese” è risultato il più bello tra oltre millequattrocento esemplari giunti da Toscana e Umbria. Titolo arrivato nella specialità forma e posizione.

Una grande soddisfazione per Paolo, sebbene tra costi di mantenimento, acquisto dei piccoli e le riproduzioni, ci va solo a rimessa: «Per partecipare alle gare e tenere gli uccelli nelle condizioni migliori - ammette -, se ne vanno circa 4.000 euro l'anno. Il cibo arriva dall'Olanda, poi c'è da mettere in conto le attrezzature e inoltre, non meno importante un nuovo maschio “esterno” che consenta di riprodurre la specie e rinforzare il sangue».

Ma quando arrivano i titoli, le soddisfazioni sono infinite. Paolo, pensionato da dieci anni ed ex meccanico alla Fiat Lunatici, si è avvicinato a questo mondo quasi per caso, spinto da un vicino.

Da allora, è stato amore a prima vista, e si è specializzato nella razza Closter Inglese, una particolare varietà di canarini molto rara e quindi ricercata.

«La parte più difficile è l'addestramento, perché devono saltare con delicatezza - afferma Paolo -. Nelle gare ufficiali, il peso non conta ma serve il pelo, la testa e la rotondità a norma. E bisogna arrivare agli appuntamenti pronti con tutte le misure a posto».

Ghini era uno dei migliori giocatori di biliardino della zona, e da oltre trent'anni nel suo laboratorio di Castelvecchio sono cresciuti migliaia di piccoli campioncini. Attualmente ne possiede oltre 300, ma tra quelli donati, venduti e acquistati ex novo dall'estero, ne ha visti passare davvero migliaia: «Il valore di un canarino va dai 20 ai 500 euro, secondo la quotazione e la razza - continua Paolo -. Il valore va in base agli anellini che valgono il range nei campionati ufficiali. Ma dopo i tre anni di vita, è bene dirlo, il canarino perde le caratteristiche per le competizioni».

Una cura maniacale degli spazi, e soprattutto una voglia di continuare fino a quando ne avrà voglia caratterizzano le giornate di Paolo Ghini: «Ho avuto dei problemi di salute seri qualche anno fa, eppure mia moglie e mia figlia Tania mi hanno supportato anche nella gestione dei canarini, perché ormai fanno parte della nostra famiglia».

Una famiglia numerosa e vincente, destinata a crescere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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