Attenzione
Giudizio immediato per l’accoltellatore
LUCCA. Il pm Salvatore Giannino ha chiesto il giudizio immediato per Ouadi Aboufaris, l’immigrato marocchino che la notte del 31 agosto avrebbe procurato un profondo taglio alla gola di un...
LUCCA. Il pm Salvatore Giannino ha chiesto il giudizio immediato per Ouadi Aboufaris, l’immigrato marocchino che la notte del 31 agosto avrebbe procurato un profondo taglio alla gola di un connazionale, Bela Oufia, 26 anni. Per lui l’accusa è di tentato omicidio. La data del giudizio non è ancora stata fissata.
Ouadi Aboufaris, 30 anni, originario del Marocco ma residente in Lucchesia ormai da anni, viene descritto come persona violenta e pericolosa: nel suo curriculum figurano diversi precedenti di polizia per spaccio, rapina impropria, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. È stato fermato il 3 settembre dagli investigatori della squadra mobile diretta dalla dottoressa Silvia Cascino. I poliziotti lo cercavano da qualche giorno: era il principale sospettato per la violenta aggressione del 31 agosto a Porta San Pietro. Un fatto di sangue avvenuto negli stessi minuti e a poche decine di metri dal punto in cui si tolse la vita Nicola Barsotti, il 26enne accoltellatosi sotto gli spalti delle Mura. Una coincidenza che in un primo momento fece pensare a un collegamento fra i due eventi. Ma le indagini dimostrarono che non era affatto così.
Intorno alle 21,30, dopo un litigio per futili motivi, forse per una sigaretta non offerta, Aboufaris ruppe una bottiglia di whisky e con i vetri aguzzi squarcio il collo di Oufia, arrivando a pochi centimetri dalla carotide. Il ferito fu ritrovato a terra, in una pozza di sangue, e venne trasportato d’urgenza al San Giorgio. Dopo essersi ripreso raccontò i fatti agli operatori della mobile che, in meno di 72 ore, riuscirono ad acciuffare il suo aggressore. Il telefono di Aboufaris era stato messo sotto controllo: la polizia lo stava monitorando e lo intercettò sulla via per Camaiore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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