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Lucca

l’udienza il 16 gennaio

Chiesto rinvio a giudizio per il furto al Mara Meo

Chiesto rinvio a giudizio per il furto al Mara Meo

LUCCA. Chiesto il rinvio a giudizio per i tre ladri che alla fine del luglio scorso tentarono il furto alla pizzeria Mara Meo, in piazza San Francesco. Il pm Aldo Ingangi ha chiuso le indagini e...

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LUCCA. Chiesto il rinvio a giudizio per i tre ladri che alla fine del luglio scorso tentarono il furto alla pizzeria Mara Meo, in piazza San Francesco. Il pm Aldo Ingangi ha chiuso le indagini e chiederà il processo per Victor e Aleksander Muca (rispettivamente di 26 e 33 anni) e Diomed Kurti (22), i tre uomini arrestati dalla polizia. L’udienza preliminare di fronte al giudice è fissata per il 16 gennaio.

Nella notte tra martedì 28 luglio e mercoledì 29, intorno alle 2, i tre uomini (con i volti travisati e gli arnesi da scasso)sfondarono la porta d’ingresso della pizzeria Mara Meo e si impossessarono di quattro tablet marca Apple e di una somma pari a duemilacinquecento euro, provento dell’incasso della serata e del fondo spese inserito nel registratore di cassa. «Sono andati a colpo sicuro - diceva il giorno dopo il proprietario della pizzeria Mara Meo di piazza S. Francesco – senza mettere a soqquadro il locale alla ricerca dei soldi. Evidentemente avevano studiato il piano nei minimi dettagli, ci avevano spiato e sapevamo dove tenevamo il fondo cassa. Hanno sfondato la porta d’ingresso agendo con grande rapidità e portandosi via anche gli iPad che utilizziamo per la comanda».

A consentire l’arresto dei tre malviventi fu una donna che abita nei pressi della nota pizzeria di piazza San Francesco. Sono circa le 2 di notte quando la signora sente dei rumori provenire dal locale posto a poche decine di metri di distanza. Non ha dubbi: sono i ladri. Così compone il 113, il numero della centrale operativa della polizia. Un paio di pattuglie della volante entrano in centro storico e riescono a catturare gli autori del colpo, che si erano già dati alla fuga, con ancora addosso l’intera refurtiva. Un gesto che non passo inosservato, tanto che anche i gestori del locale la ringraziarono pubblicamente attraverso le pagine del nostro giornale. I tre albanesi, tutti senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, rimarranno nel carcere di San Giorgio fino all’udienza preliminare del 16 gennaio di fronte al giudice.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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