Sicurezza
Chiesto rinvio a giudizio per il furto al Mara Meo
LUCCA. Chiesto il rinvio a giudizio per i tre ladri che alla fine del luglio scorso tentarono il furto alla pizzeria Mara Meo, in piazza San Francesco. Il pm Aldo Ingangi ha chiuso le indagini e...
LUCCA. Chiesto il rinvio a giudizio per i tre ladri che alla fine del luglio scorso tentarono il furto alla pizzeria Mara Meo, in piazza San Francesco. Il pm Aldo Ingangi ha chiuso le indagini e chiederà il processo per Victor e Aleksander Muca (rispettivamente di 26 e 33 anni) e Diomed Kurti (22), i tre uomini arrestati dalla polizia. L’udienza preliminare di fronte al giudice è fissata per il 16 gennaio.
Nella notte tra martedì 28 luglio e mercoledì 29, intorno alle 2, i tre uomini (con i volti travisati e gli arnesi da scasso)sfondarono la porta d’ingresso della pizzeria Mara Meo e si impossessarono di quattro tablet marca Apple e di una somma pari a duemilacinquecento euro, provento dell’incasso della serata e del fondo spese inserito nel registratore di cassa. «Sono andati a colpo sicuro - diceva il giorno dopo il proprietario della pizzeria Mara Meo di piazza S. Francesco – senza mettere a soqquadro il locale alla ricerca dei soldi. Evidentemente avevano studiato il piano nei minimi dettagli, ci avevano spiato e sapevamo dove tenevamo il fondo cassa. Hanno sfondato la porta d’ingresso agendo con grande rapidità e portandosi via anche gli iPad che utilizziamo per la comanda».
A consentire l’arresto dei tre malviventi fu una donna che abita nei pressi della nota pizzeria di piazza San Francesco. Sono circa le 2 di notte quando la signora sente dei rumori provenire dal locale posto a poche decine di metri di distanza. Non ha dubbi: sono i ladri. Così compone il 113, il numero della centrale operativa della polizia. Un paio di pattuglie della volante entrano in centro storico e riescono a catturare gli autori del colpo, che si erano già dati alla fuga, con ancora addosso l’intera refurtiva. Un gesto che non passo inosservato, tanto che anche i gestori del locale la ringraziarono pubblicamente attraverso le pagine del nostro giornale. I tre albanesi, tutti senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, rimarranno nel carcere di San Giorgio fino all’udienza preliminare del 16 gennaio di fronte al giudice.
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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