Il Tirreno

Lucca

Stand senza collezionisti

di Luca Tronchetti
Stand senza collezionisti

I pionieri attendono con speranza la mostra-mercato del 19 e 20 marzo

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LUCCA. Sono dislocati tra corso Garibaldi e in piazza Antelminelli. Ma ormai nei loro stand difficilmente trovi fumetti rari o strisce di pregio. Collezionisti, «puristi» e «pioneri» - che pure sono stati l’architrave degli albori di Lucca Comics - preferiscono lasciare a casa i loro «gronchi rosa». E riempire le bancarelle con edizioni di strisce che vanno dagli anni Settanta agli anni Novanta. Da Tex a Zagor, da Alan Ford a Kriminal, da Diabolik ai supereroi della Marvel sino al fumetto erotico. Ristampe o originali che non superano i 20-30 euro. «Ormai il target è quello da anni. - racconta l’emiliano Roberto Pacini un affezionato dei Comics - Comprano in prevalenza ragazzi e giovani dai 20 ai 30 anni che difficilmente spendono più di 30 euro. I pezzi rari non li trattiamo più alle mostre come questa dove ormai noi siamo considerati l’appendice di un’organizzazione a carattere nazionale che vede all’apice i cosplayer piuttosto che le novità dei videogames o i giochi di ruolo».

La rivincita. Molti di loro attendono con ansia il 19 e 20 marzo 2016 per prendersi la rivincita in occasione del mezzo secolo di Lucca Comics. In quei due giorni è prevista al Polo Fiere «Collezionando» la mostra mercato dedicata esclusivamente ai «maniaci» del fumetto. «Ormai il collezionismo è trattato alla stregua dell’antiquariato e Lucca è diventata una fiera che ha scopi commerciali diversi. - dice Simone Frugoli, uno dei collezionisti più importanti della Lucchesia - Ho portato i numeri 1 e 3 originali di Topolino e anche un almanacco Disney del 1936. Mi servono come vetrina semmai qualche appassionato che passasse dal mio stand fosse interessato a trattarli. So bene che li riporterò a casa perchè ai Comics si vedono fumetti a basso prezzo. Sono fiducioso invece per l’iniziativa del 19 e 20 marzo. Intanto la presenza degli organizzatori della mostra di Reggio Emilia è una garanzia per noi collezionisti. Lì la domanda e l’offerta s’incontrano e l’idea funziona come un orologio».

Analisi costo-periodo. Niccolò Zappadi, uno dei collezionisti milanesi più conosciuti, fa un’analisi lucida della situazione attuale del settore: «Una mostra mercato dedicata ai collezionisti non può che far bene. Ormai i Comics da decenni sono un contenitore dove trovi di tutto e noi antiquari delle comic strips siamo costretti ad adeguarci riempendo le bancarelle di ogni genere di fumetto. Dai Manga a Topolino. E logicamente la quantità uccide la qualità. Ma ci permette almeno di coprire i costi che non sono pochi e tornare a casa con qualche spicciolo. Il fumetto più vecchio che ho venduto in questa edizione? Un Diabolik del 1965 a 400 euro. Per il resto qualche Alan Ford a 200-250 euro. E non le dico quanti mi chiedono sconti se acquistano due-tre-quattro volumi. Credo che, anche spostando la location fuori le Mura, una mostra sul collezionismo possa crescere nel tempo. C’è poi un problema non di poco conto. I vecchi collezionisti ormai hanno esaurito il loro scopo. Servono nuove generazioni di appassionati che ricalchino, per esempio, le orme paterne. Ma di soldi in giro ce ne sono sempre di meno e se oggi chiedo 100 euro a un trentenne per acquistare un fumetto lo metto subito in crisi».

Attendisti. Matteo Predieri da 25 anni frequenta i Comics e attende di conoscere i costi del suolo pubblico per decidere se partecipare o meno a «Collezionando». «Sarebbe un azzardo spendere 4-500 mila euro per allestire lo stand al Polo Fiere. In centro storico per i Comics so già che potrò ammortizzare i costi vendendo pezzi a basso costo. La spesa massimo che è stata fatta quest’ anno da un appassionato è 100 euro per acquistare gli albi del Comandante Marx. I giovani non leggono i fumetti dei loro genitori? Non sono d’accordo. Dipende da come li proponi e dal costo. Se vendi delle ristampe di Nembo Kid o Pecos Bill a 4-5 euro trovi ragazzi di 17-18 anni che attratti dal prezzo e dal ricordo del papà o del nonno se li comprano. Quest’anno sabato c’è stato un numero minore di visitatori. Gli organizzatori dovrebbero ridurre il costo del biglietto per chi arriva dopo le 17».

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