Sicurezza
Negozi temporanei, chiesto un incontro esercenti-Comune
Aria di rivolta nella zona nord-est del centro storico «Per il prossimo anno vogliamo avere voce in capitolo»
LUCCA. Calato il sipario sui Comics, si alza quello della polemica contro i negozi temporanei. Che porterà, già dai prossimi giorni, un nutrito gruppo di esercenti a chiedere un incontro con Comune e categorie per stilare regole più ferre rispetto a quelle che hanno permesso una vera e propria invasione.
«Basta con l’invasione selvaggia dei temporary store- dicono i responsabili delle attività di somministrazione della zona nord - che fanno concorrenza a chi lavora 365 giorni rispettando le norme di legge e pagando regolarmente le tasse. Senza considerare che nei giorni della manifestazione ci si dimentica totalmente del decoro urbano».
Sono infuriati, e vivono quanto accaduto come una aggressione al proprio lavoro e alla città che ospita l’evento. E, come detto, chiederanno un incontro congiunto tra la categoria, Confcommercio, Confesercenti e l’amministrazione comunale per chiedere lumi sui progetti per il prossimo anno, per i quali vorrebbero avere voce in capitolo. Anche perché, conti alla mano, la maggioranza di loro dichiara un calo di vendite di circa il 20%.
Dato che abbiamo riscontrato anche incontrando i commercianti della zona est della città, arrabbiati per il proliferare di vendite improvvisate di bevande e panini, molti dei quali in luoghi chiusi da tempo e aperti a tempo di record. Il che sembra dare adito a parecchie perplessità, anche perché, osserva Luciano Landucci, titolare del bar davanti alla Madonna dello Stellario «noi siamo costantemente sotto la lente d’ingrandimento che non ci consente alcuna trasgressione, mentre ho qualche dubbio su chi si improvvisa, soprattutto per il rispetto delle normative Asl».
Calmierare dunque i permessi per i temporary e magari sostituirli in parte con associazioni dislocate in punti stabiliti, il cui ricavato vada a scopi benefici, è il suggerimento di Daniele Giusti della Drogheria di via Elisa che si chiede perché le iniziative a villa Bottini siano partite solo la sera di venerdì. «La torta è grande, ma se ci sono troppe bocche da sfamare, c’è poco per tutti, ribadisce Gianita Pagliai dell’alimentari in piazza San Francesco che si dice disgustata dalle scelte dell’amministrazione che «non tiene conto dei commercianti lucchesi che in questi giorni potrebbero risollevarsi economicamente e invece favorisce chi contribuisce a trasformare la città in una giungla». Non sono d’accordo Fabio Buffolino e Marco Pinelli che operano nell’edilizia, arrivati da Livorno, al centro di numerose polemiche per l’insegna “fai da te” Focacceria Sonasegasusughi all’incrocio tra via del Fosso e via della Zecca, mentre ci mostrano i documenti che attestano la regolarità dell’iniziativa. Bando alle ciance, adesso la palla passa al Comune che, aggiunge Stefano De Ranieri, «deve prendere provvedimenti per tamponare questa emorragia che certo non fa bene ai commercianti lucchesi».
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