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Lucca

L’agonia del mercato ambulante

L’agonia del mercato ambulante

Poca gente e incassi ridotti all’osso per le bancarelle spostate alle Tagliate

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LUCCA. Pochissima gente, incassi insufficienti persino per pagare il suolo pubblico di un giorno e tanta rabbia per una mattinata sprecata in cui non si è riusciti neppure a mettere insieme il pranzo con la cena. Uno scenario desolante quello che si è palesato ieri mattina alle Tagliate dove il Comune ha deciso il trasferimento momentaneo del mercato ambulante per fare spazio a Lucca Comics.

Un insolito silenzio regnava infatti in quello che tipicamente è un luogo allegro con un viavai di persone che si aggirano tra le bancarelle, attratte dai richiami dei venditori che stranamente ieri sembravano muti come pesci, mentre in un angolo alcuni di loro, per ammazzare il tempo ha improvvisato addirittura un torneo di dama. «Inutile ripeterlo, qui non funziona e questo è ciò che ci aspetta ogni settimana se l’amministrazione non farà un passo indietro sulla decisione di trasferire definitivamente il mercato in quest’area» afferma Leo Garofani, mentre guarda il misero incasso che niente a che vedere con quello che normalmente si ritrova a metà mattinata in via dei Bacchettoni.

Quello di ieri per gli ambulanti è stato un test che hanno voluto affrontare quasi all’unanimità. C’è stata infatti una loro presenza massiccia rispetto alle poche decine di mercoledì, ma a poco è servito e anche il mercato del sabato è stato un insuccesso. «Ben vengano eventi come i Comics a portare allegria e respiro economico alla città, prosegue, ma non capisco perché a farne le spese sia sempre la nostra categoria, sballottata qua e là come un pacco indesiderato, forse perché considerata di serie B rispetto alle altre attività». Secondo gli operatori il mercato poteva rimanere nella sede di via dei Bacchettoni anche questa settimana, visto il cambio di destinazione della biglietteria, all’ingresso di porta Elisa, collocando altresì il padiglione dei Comics in un’altra zona. «Avremmo lavorato sicuramente nonostante i divieti del traffico» aggiunge Franco Mariotti che chiede al sindaco Tambellini perché, tra i tanti tagli di nastri, non abbia pensato di fare un salto anche alle Tagliate, se non altro, prosegue, per vedere l’andazzo della situazione. Intanto si alza anche la voce di Sonia Matteoni, portavoce degli operatori del mercato che volutamente ha scelto per questa settimana di non aprire il proprio banco di abbigliamento, certa dell’insuccesso del trasloco. «Mi meraviglio, dice, che un sindaco di sinistra, storicamente votato all’altruismo nei confronti dei più deboli abbia, nel nostro caso, preso una posizione tanto drastica e si ostini, non soltanto a non volerci ascoltare, ma eviti anche il dialogo, continuando a non pronunciarsi, se non per ripetere che tutto è ormai deciso e che il nostro futuro è alle Tagliate». Ma gli operatori non pensano affatto a rassegnarsi, anzi sono ancor più fermi e decisi a proseguono con la raccolta di firme (che stanno lievitando a vista d’occhio) che presto presenteranno alle autorità competenti. Ma non solo. «Andremo avanti con la protesta, considerando tutti i possibili ricorsi e le dovute procedure» ricorda la signora Matteoni, la quale a nome dei colleghi invita Confcommercio e Confesercenti a chiedere un incontro congiunto con il Comune, i vigili urbani e una delegazione degli ambulanti.

Rossella Lucchesi

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