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«Dopo il festival trasformo la panineria in pastificio»

«Dopo il festival trasformo la panineria in pastificio»

LUCCA. C’è chi ha deciso di aprire un’attività che dura solo il tempo dei Comics, chi invece la continuerà a tenerla in piedi anche dopo ma dandole un taglio diverso. Poi c’è chi era rimasto senza...

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LUCCA. C’è chi ha deciso di aprire un’attività che dura solo il tempo dei Comics, chi invece la continuerà a tenerla in piedi anche dopo ma dandole un taglio diverso. Poi c’è chi era rimasto senza lavoro e ne ha approfittato per mettere da parte qualcosa vendendo panini, bibite e altri prodotti alimentari nei quattro giorni del festival e chi, pur avendo un’attività ben avviata, sceglie comunque di non mancare.

È un mondo variopinto quello dei temporary store, fatto di persone che provengono dalla città come dal resto d’Italia o dall’estero.

Raffaele Grisafi è un ex ristoratore che ha preso in affitto un locale in corso Garibaldi (dove prima c’era la libreria LuccaLibri che ora si è trasferita fuori dalle Mura): anche lui, come tanti altri in questa via, vende panini, bibite e cibi vari. «Ho deciso di aprire un negozio temporaneo nei quattro giorni dei Comics perché si lavora bene - ha detto Grisafi - è un’occasione per guadagnare qualcosa». Poco più avanti c’è un’altra temporanea rivendita di panini e focacce. Valentina Martini viene da Lido di Camaiore e ne ha approfittato per il lancio della sua nuova attività, che sarà però un pochino diversa rispetto a quella che ha messo in piedi in occasione dei Comics. «Finito il festival - dice Valentina Martini - quello che oggi si chiama Paninopoli diventerà un pastificio. Dovremo fare dei lavori ma comunque rimarremo aperto. Abbiamo approfittato dei Comics per il lancio del’attività».

Sempre in tema di attività commerciali che propongono prodotti alimentari, colpisce anche il caso del bar La Stella Polare, in via Vittorio Veneto. Su un bancone che si affaccia verso la strada ci sono in vendita prodotti giapponesi classici, dal sake, alle bibite passando dai dolciumi. «Noi abbiamo fatto un accordo col titolare per stare all’interno del bar e vendere i nostri prodotti - ha detto uno dei dipendenti della Inkimono - ma di fatto utilizziamo solo una porzione diuna vetrina e i nostri clienti consumano cibi e bevande fuori dal bar».

Caso ancora diverso quello del bar Caffè delle Mura, che quest’anno per la prima volta, ha aperto una rivendita di panini e bibite in un piccolo fondo sotto al baluardo Santa Maria. «Avendo aperto i sotterranei che portano nella zona ovest - dice la titolare - siamo riusciti ad avviare per i giorni dei Comics anche questo punto vendita che di fatto è nostro ma che finora non avevamo mai potuto sfruttare».

(f.s.)

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