Gioco
Collezione Salotti in ballo tre proposte per la nuova location
Il Comune offre uno spazio delle Mura; spunta anche l’idea del museo diffuso. Disponibilità all’accoglienza da fuori Lucca
LUCCA. Qualcosa si muove per la collezione Salotti. Due proposte ieri sono state espresse in vista della nuova collocazione delle 1.500 opere del maestro Giannetto Salotti, scomparso due anni fa e prossime a essere rimosse dallo studio nella casermetta San Martino: i locali, a seguito del bando pubblicato dall’Opera delle Mura, andranno a un altro assegnatario (dovranno essere lasciati liberi entro il 30 novembre, poco sarà l’eventuale margine di tolleranza).
Una proposta è arrivata dall’amministrazione comunale: sarebbe stato offerto un locale sempre all’interno del contesto delle mura urbane, una superficie di circa sessanta metri quadrati ma con caratteristiche ambientali (clima e umidità) che forse non bene si confanno alla conservazione di opere d’arte (sculture, dipinti su tela e su cartoncino).
In contemporanea però alla famiglia di Salotti sarebbe giunta un’ulteriore proposta, espressa dalla fondazione Puccini.
In questo caso, la fondazione si sarebbe dichiarata disposta a ospitare, nei suoi locali all’interno del contesto cittadino, le opere del maestro Salotti in varie location, andando così a creare una sorta di “museo diffuso”.
Esisterebbe anche una terza opzione, legata invece all’ospitalità delle opere in un museo di scultura e architettura fuori invece dal contesto cittadino.
Proposte, allo stato attuale, tutte al vaglio della famiglia Salotti e della curatrice della collezione Franca Severini.
È facile immaginare, vista la contingenza dei tempi, che questi ultimi dovranno giungere a una decisione in tempi brevi. Di certo, è stata molto gradita la volontà dell’amministrazione di conservare a Lucca la collezione di Giannetto Salotti. Ma, quanto alla location offerta, ci sarebbero da risolvere alcuni problemi di carattere ambientale per le opere. Potrebbero risultare invece più allettanti la seconda o la terza ipotesi, più immediate e senza rischi di conservazione per le opere. Sui giudizi nessuno si esprime. «Una situazione in chiaroscuro», è l’unica affermazione di Franca Severini.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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