Il Tirreno

Lucca

Amici delle Mura: «Noi resistiamo»

di Barbara Antoni
Amici delle Mura: «Noi resistiamo»

Arriva l’appello degli anziani utenti della San Frediano. Per la Focolaccia e l’Associazione Carabinieri c’è una nuova sede

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LUCCA. «Termine tassativo con intelligenza, considerando che dal primo gennaio saranno attive le nuove concessioni». Stop. Commentando la data definitiva di sfratto comunicata tramite lettera a vecchi assegnatari delle casermette che hanno perduto la concessione, il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana non aggiunge altro. Lasciando intendere che anche se non sarà il 30 novembre, di certo le attuali occupazioni non potranno proseguire oltre il 30 dicembre (altrimenti, come è scritto nella lettera, l’Opera delle Mura procederà al trasloco coatto addebitando la spesa all’ex assegnatario).

Ma anche davanti all’intimazione di sfratto nero su bianco, davanti alla lettera che gli assegnatari non riconfermati attendevano ma non volevano ricevere, c’è chi ha deciso di resistere. Simonetta Simonetti, ad esempio, presidente degli Amici delle Mura, l’associazione da diciannove anni ospite della casermetta San Frediano dove organizza iniziative per anziani, un gruppo di ottanta che si ritrova ogni domenica e anche il pomeriggio dei feriali.

«Chiederò una proroga fin quando non avrò trovato una nuova sede dove mettere i materiali e la gente - sbotta la Simonetti -. Dentro la casermetta ci sono 19 anni di vita e poi non ho la forza di fare un trasloco. Su mia richiesta il sindaco mi ha accordato un incontro: voglio sapere perché il progetto con cui ho concorso al bando delle casermette non è stato accettato. Sfratto o non sfratto noi il pranzo di Natale lo facciamo alla casermetta, il 20 dicembre come ogni anno».

Di nuovo, oggi, c’è anche la levata di scudi degli utenti della casermetta San Frediano. Hanno scritto una lettera al sindaco Alessandro Tambellini e a Biancalana, corredata di sedici firme. «Siamo tutti anziani e pensionati che possono svagarsi alcune ore nel pomeriggio giocando a carte, ma soprattutto ritrovarsi la domenica per la tombola - è scritto -. Noi anziani Amici delle Mura ne siamo appassionati: quell’appuntamento settimanale è una molla per uscire di casa e trascorrere due ore senza pensieri, in un ambiente confortevole dove siamo a nostro agio grazie alla nostra presidente. Con le nuove assegnazioni e nuovi affitti (sono richiesti 520 euro mensili) perdiamo un luogo che migliora la qualità della nostra vita, e questo ci penalizza tanto da farci sentire orfani di una consuetudine buona e bella. Siamo fiduciosi che il Comune trovi una soluzione compatibile con le nostre modeste condizioni economiche e gli impedimenti dell’età».

Gli Amici delle Mura non vogliono andare al centro Chiavi d’Oro, come prospettato dal Comune. Piuttosto, propone la Simonetti, «perché non dividere la casermetta S. Frediano con i nuovi assegnatari? (associazione Arti e Mestieri, ndr).

Alcune associazioni rimaste senza casa intanto una nuova l’hanno trovata. Le trattative le ha condotte l’assessore al patrimonio Antonio Sichi.

«Spazi liberi nel centro storico non ne abbiamo - spiega Sichi -, gli unici disponibili distano dal centro quattro chilometri. Possiamo offrire aule a Massa Pisana, Farneta, Piaggione, Maggiano, Sesto di Moriano. Gli Amici delle Mura cercano solo un posto in centro o immediata periferia, per questo ho proposto di integrarsi al centro delle Chiavi d’oro».

Dopo sopralluoghi negli spazi proposti, continua Sichi «l’associazione La Focolaccia (dovrà lasciare la casermetta S.Frediano, divisa con gli Amici delle Mura, ndr) ha scelto uno spazio a Massa Pisana. E così l’associazione Nazionale Carabinieri (sfrattata dalla casermetta S.Croce, ndr) sarà ospitata nella palazzina in via Pisana già sede di Aviatori e Assoarma: mi è sembrata la soluzione più adatta e i Carabinieri l’hanno subito condivisa».

Il giorno dopo l’annuncio dello sfratto qualcosa si è mosso anche per le opere della Collezione Salotti curata da Franca Severini. Mentre «tanti privati, almeno tre al giorno ci chiamano per offrirci i loro spazi come luogo di custodia delle opere del Maestro in attesa di nuova sede - spiega la Severini - , abbiamo avuto anche un contatto col sindaco, che incontreremo a breve».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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