La protesta
Via alla raccolta firme, ne servono 3.740
LUCCA. «Un congresso straordinario inutile» aveva detto il segretario confederale Enrico Profetti, a proposito del confronto richiesto dai “ribelli” interni della Cgil sul previsto accorpamento Massa-...
LUCCA. «Un congresso straordinario inutile» aveva detto il segretario confederale Enrico Profetti, a proposito del confronto richiesto dai “ribelli” interni della Cgil sul previsto accorpamento Massa-Lucca. Inutile perché, sosteneva Profetti, un congresso - ordinario - si sarebbe dovuto comunque svolgere per votare sulla questione. Però, quanto accaduto finora, tra decisioni piovute dall’alto e autoproclamazioni annunciate del presunto segretario “post fusione” (prima ancora che si decida se fare la stessa), non pare il miglior viatico agli occhi di chi contesta il metodo, prima ancora che la decisione, legata all’unificazione delle due Camere del lavoro. Così, proprio ieri, non appena chiusa la conferenza stampa, è partita di fatto la raccolta firme tra gli iscritti. Moduli pronti per raccogliere almeno le 3.740 sottoscrizioni (il 10% degli iscritti) necessarie per richiedere il congresso, per affrontare tre questioni: il già citato nodo della fusione ma anche, come sottolineato da Massimiliano Bindocci (nella foto), per affrontare il tema della partecipazione («occorre ripartire dai luoghi di lavoro, dai delegati e dalle emergenze del territorio», si legge sul modulo della raccolta firme). E, poi, la questione forse più importante, ancor più della fusione (che viene letta come una diretta conseguenza di questo punto), ossia la “democrazia interna alla Cgil”: «Le decisioni nella vita della nostra organizzazione devono essere prese in tutte le istanze democratiche come previsto dallo statuto – recita il modulo – Questo a partire dal congresso dove tutti gli iscritti votino, e non nei gruppi ristretti deputati a svolgere funzioni esecutive».
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