Il Tirreno

Lucca

TENTATA VIOLENZA SESSUALE

Teste rimane a casa e la sentenza slitta

Teste rimane a casa e la sentenza slitta

LUCCA. Il testimone chiave dell’accusa - agli arresti domiciliari per altro reato - resta nella sua casa a Ponte ad Egola e la sentenza del processo, che vede alla sbarra un connazionale indagato...

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LUCCA. Il testimone chiave dell’accusa - agli arresti domiciliari per altro reato - resta nella sua casa a Ponte ad Egola e la sentenza del processo, che vede alla sbarra un connazionale indagato per tentata violenza sessuale, slitta ancora come già era accaduto la scorsa settimana per un disguido legato alla traduzione del teste. Stavolta però la procura si premura di ottenere le autorizzazioni necessarie dal gip affinchè il testimone possa deporre in aula. E poichè il personale è ridotto all’osso e i carabinieri di San Miniato non possono provvedere, l’ufficio requirente ottiene che l’extracomunitario di origine magrebina possa, munito di braccialetto elettronico, allontanarsi dalla sua abitazione e raggiungere il tribunale. Libero e senza scorta per deporre al processo contro Nourreddine El Adraouni, 35 anni, marocchino, accusato di aver colpito una giovane donna nordafricana con schiaffi e pugni, bruciacchiandole i capelli dopo aver tentato senza riuscirci di procurarle ustioni.

Il processo, giunto alle battute finali, dovrebbe iniziare alle 10. Ma a causa dei ritardi per il prolungarsi di udienze precedenti comincia alle 13. Il guaio è che il testimone non si vede. Inizialmente l’assistente di cancelleria che verbalizza telefona ai carabinieri di San Miniato. Si teme un’evasione. Ma in realtà il marocchino non si è mosso di casa. Morale? Il processo slitta di nuovo. Ora scatterà l’accompagnamento coatto per il testimone recalcitrante. Il processo riguarda un episodio verificatosi nel maggio 2014 all’interno di una piazzola di servizio in località Frizzone a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Capannori-Porcari. L’imputato picchia l’amica che si rifiuta di sottostare alle sue voglie perverse. E tenta di bruciarla con lo spray e l’accendino. Ma in auto con loro c’è un’altra coppia, il testimone e una connazionale, che chiama i carabinieri. (l.t.)

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