Il Tirreno

Lucca

In tredicimila hanno smesso di vaccinarsi

di Gianni Parrini
In tredicimila hanno smesso di vaccinarsi

Negli ultimi sei anni il trend dell’Asl è in calo Sempre più bimbi e anziani evitano l’iniezione

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LUCCA. Tredicimila in 6 anni. Parliamo dei cittadini della Lucchesia che hanno smesso di ricorrere ai vaccini: da quelli obbligatori per i bambini a quelli antinfluenzali consigliati agli over 65. Una comunità numerosa che ora appare maggiormente esposta al rischio dei virus e batteri: dal morbillo, alla pertosse, passando per lo pneumococco e l’epatite B. Senza tralasciare la tradizionale influenza. Non è un quadro particolarmente incoraggiante quello che emerge dai dati raccolti dal laboratorio Mes del Sant’Anna e dall’Asl 2 di Lucca. Una situazione preoccupante, spesso alimentata dalle leggende metropolitane che circolano sulla Rete (ad esempio quella legata all’insorgenza dell’autismo nei bambini vaccinati per il morbillo), creando allarmi ingiustificati e scetticismo tra le famiglie. In realtà, la segnalazione di eventi avversi ai vaccini è irrisoria, e la consequenzialità tra l’iniezione e il suo effetto collaterale spesso è inferita dal soggetto, ma quasi mai è acclarata scientificamente.

Così l’obiettivo del 95% di copertura della popolazione, che la Regione punta a raggiungere almeno sulle vaccinazioni obbligatorie, in molti casi si allontana invece di avvicinarsi.

Come mostrano i dati della tabella qui accanto, il crollo più evidente è quello dei vaccini anti-influenzali (peraltro gratuiti) consigliati agli over 65 e ai soggetti a rischio in vista della stagione fredda: si è passati da una percentuale di copertura del 75% a un misero 46,6%. Un crollo verticale, che solo negli ultimi due anni ha fatto registrare una perdita di 7mila vaccinazioni. Qui ha pesato molto il problema verificatosi nel 2012, quando 2,3 milioni di dosi furono ritirate dal mercato perché la casa produttrice aveva riscontrato potenziali pericoli per la salute in due lotti del farmaco. Pericoli il cui effetto non è stato mai dimostrato, ma che comunque hanno contribuito ad alimentare lo scetticismo della gente.

Anche la copertura del vaccino trivalente (morbillo, parotite, rosolia) nei bambini che compiono 24 mesi è scesa di oltre il 7% dal 2009 al 2014. Stesso discorso per l’esavalente che protegge da poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib. Nel 2009 l’Asl di Lucca aveva toccato il picco del 97%, poi c’è stato il calo verticale che addirittura ha portato la Lucchesia sotto la media regionale. I numeri assoluti sono disponibili sono limitatamente al biennio 2013/14 e sebbene facciano registrare il segno più (determinato da un aumento di nascite nell’anno precedente), la percentuale di copertura (il dato realmente importante) è scesa di oltre un punto percentuale in 12 mesi (-1,23%). Anche qui l’obiettivo del 95% individuato dalla Regione per evitare il rischio di epidemie si allontana.

Più ondivago il trend delle vaccinazioni contro la meningite di tipo C. Tra il 2006 e il 2009 questo tipo di trattamento è cresciuto rapidamente, passando da poco meno del 60% al 92%. Da lì in poi, i grafici mostrano un andamento sali-scendi: prima un brusco calo, poi una risalita che porta la copertura intorno all’85%, ma sempre al di sotto della media toscana. L’altro segno “+” sulle coperture vaccinali è quello della varicella, che però parte da numeri assai più bassi, che si attestano attorno al 75%.

Numeri che destano preoccupazione soprattutto tra i medici, come raccontiamo nel pezzo qua sotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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