La protesta
I candidati della Provincia per la Fondazione Crl
La terna è composta dal presidente di Ascit, da un medico e da un architetto La diocesi spinge per un bancario. Possibile la nomina di Vittorio Armani
LUCCA. Un manager pubblico, un medico e un architetto. Sono questi i nomi designati dal neopresidente della Provincia Luca Menesini in vista del rinnovo dell’Organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Si tratta di Maurizio Gatti, presidente di Ascit, di Alberto Vitolo, medico di famiglia e di Marco Del Monte, titolare di uno studio di architettura. Le nomine sono state ufficializzate ieri ed erano rimaste come “eredità” a Menesini dal suo predecessore Stefano Baccelli. Il nome sarà scelto dall’Organo di indirizzo attualmente in carica e i rumors danno per favorito il dottor Vitolo.
Altri nomi stanno affluendo nelle stanze di San Micheletto, anche se il riserbo è massimo. Ci sono, tuttavia, alcuni identikit che emergono su chi potrebbe andare a sedersi nell’Organo. Nella terna proposta da Centro del volontariato e Diocesi dovrebbe emergere il nome di un esponente del mondo bancario, espressione proprio della Curia. Mentre un’altra poltrona sarebbe appannaggio di Imt.
Complessivamente enti e istituzioni varie nominano sette dei 14 componenti. L’altra metà viene eletta dall’assemblea dei soci. In questa seconda “aliquota” salgono le quotazioni - per una riconferma - il notaio Gaetano Raspini e quello - nuovo - dell’ex direttore di Assindustria Vittorio Armani, attualmente presidente del Comitato “Nuovi eventi per Lucca”, che fra le altre cose organizza spettacoli e incontri in San Francesco.
Indiscrezioni dai quali emergono il profilo di un Organo di indirizzo in continuità con quello attualmente in carica (che, a termine di statuto, nominerà il proprio successore).
E continuità, dunque, pare essere la parola d’ordine che aleggia su questa prima parte del processo che porterà, nella primavera del 2017, a eleggere il successore di Arturo Lattanzi alla guida di San Micheletto. Ma l’Organo di indirizzo non è solo l’articolazione della Fondazione che elegge il presidente e il consiglio di amministrazione. È anche quello che - come dice il nome - detta le linee per destinare, ogni anno, i corposi stanziamenti della fondazione.
Un ruolo decisivo, dunque. Che rende la nomina di questo organismo uno degli snodi principali della politica e dell’economia lucchese.
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